Smart glasses al servizio della logistica

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Gli occhiali Toshiba effettuano controlli sul peso, scansionano codici a barre e localizzano oggetti.

Da Toshiba la soluzione wearable per magazzini sempre più efficienti.

Arriva da Toshiba l’ultima novità che promette di rendere ancora più semplici e immediate le operazioni di picking e stoccaggio nei magazzini. Il colosso giapponese dell’elettronica ha infatti messo a punto dei rivoluzionari occhiali che, grazie a sistemi di Realtà Aumentata, sono in grado di ottimizzare i processi di prelievo degli ordini e la gestione delle merci in entrata e in uscita.

Con le ultime modifiche i dynaEdge DE-100 consentono ora di visualizzare informazioni e istruzioni direttamente nel campo visivo dell’utente. Mentre altri moduli sono in grado di fare precisi controlli sul peso, scansionare codici a barre e localizzare oggetti. Grazie a questi occhiali intelligenti le operazioni promettono di procedere a un ritmo decisamente superiore rispetto ai sistemi tradizionali, e le informazioni aggiuntive dovrebbero aiutare a minimizzare gli errori e ad accelerare tutti i processi di selezione degli ordini.

Gli ultimi arrivati in casa Toshiba, sui quali ingegneri e progettisti continuano a lavorare per renderli sempre più performanti, sono solo l’ultima dimostrazione di come l’industry 4.0 stia ormai diventando parte integrante del mondo della logistica. Un’ottima occasione per toccare con mano l’enorme cambiamento che sta interessando questo settore è senza dubbio rappresentata da INTRALOGISTICA ITALIA . La seconda edizione dell’unica fiera in Italia interamente dedicata a sistemi e soluzioni per movimentazione industriale, gestione del magazzino, stoccaggio e picking è andata in scena a FieraMilano Rho dal 29 maggio al 1 giugno scorso registrando numeri da record. Oltre 19.000 visitatori hanno visitato gli stand di primarie realtà industriali del settore che hanno esposto qui le loro ultime novità, moltissime delle quali volte proprio a digitalizzare la supply chain con sistemi intelligenti che spaziano dall’AI alla sensoristica di ultima generazione fino alla robotica. INTRALOGISTICA ITALIA offre così una piattaforma unica per la logistica del futuro, dove industry 4.0 e supply chain fanno parte di un unico sistema.

 

Da CEBIT ai Mondiali di Russia: negli stadi tecnologie all’avanguardia

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La firma dell’accordo per CEBIT RUSSIA 2019.

Le soluzioni più innovative presentate al festival di Hannover sono già state utilizzate durante gli ultimi mondiali di calcio in Russia. E a Mosca tutto è pronto per accogliere una nuova edizione di CEBIT.

Si è da poco concluso l’evento sportivo che ogni quattro anni tiene intere nazioni col fiato sospeso, e si può senza dubbio affermare che questi Mondiali di Russia siano stati un successo. Le squadre hanno fatto divertire i tifosi stravolgendo i pronostici con colpi di scena inaspettati e l’organizzazione è stata impeccabile. Ma questa volta anche la tecnologia ha fatto la sua parte.

I Mondiali di calcio sono infatti stati l’occasione per mettere alla prova le soluzioni più innovative in fatto di data center e sistemi UPS presentate durante l’ultima edizione di CEBIT. Delta Electronics, multinazionale leader nel settore dell’energia termica, ha svelato a giugno, durante il festival dell’innovazione e della digitalizzazione di Hannover, le ultime tecnologie messe a punto che sono poi state adottate da ben cinque degli stadi dove si sono disputate le partite. I sistemi UPS dell’azienda non si sono infatti limitati a tenere accesi i riflettori e le luci di emergenza, ma allo stesso tempo hanno anche assicurato la trasmissione dei dati e controllato i sistemi di sicurezza negli stadi.

Quello dei Mondiali di Russia è solo l’ultimo successo legato a CEBIT: in fatto di tecnologia il festival di Hannover è da sempre un trampolino di lancio per le novità più dirompenti, che trovano poi applicazione in diversi ambiti. E proprio la Russia, dopo il successo dei Mondiali, tornerà presto protagonista con la prima edizione di CEBIT RUSSIA. Dal 19 al 21 marzo 2019 il Skolkovo Technopark, il più grande parco tecnologico d’Europa, ospiterà un vasto programma espositivo che spazierà dall’Internet of Things AI, fino a Blockchain e soluzioni per la mobilità del futuro. Ma anche startup, sicurezza, guida autonoma e droni saranno al centro dell’attenzione. Con l’accordo, siglato durante l’ultima edizione di CEBIT Hannover, il festival dell’innovazione e della digitalizzazione si diffonde così verso nuovi mercati, sempre più attratti da un settore in espansione come quello della tecnologia.

Quando il data center è green

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Il Green Data Center di Eni a Ferrera Erbognone.

E’ italiano uno dei più potenti al mondo: nella Pianura Padana i super computer targati Eni eseguono milioni di miliardi di operazioni al secondo.

Abbandonare il combustibile fossile a favore di energie rinnovabili. E’ questa la scelta che sempre più data center scelgono di adottare, primo fra tutti il Green Data Center di Ferrera Erbognone. Vero fiore all’occhiello italiano, questo enorme hub custodisce i due supercalcolatori HPC2 e HPC3, strumenti fondamentali per le scoperte esplorative di Eni. Come facilmente intuibile il problema principale da risolvere, oltre alla gestione dei dati, è quello dell’energia utilizzata per alimentare i sistemi di facility necessari al raffreddamento dei sistemi informatici. Eni ha optato per il cosiddetto “free-cooling”, il raffreddamento naturale ad aria attraverso un sistema di circolazione, trattamento e filtraggio che rende il data center di Ferrera un’eccellenza in termini di efficienza energetica.

Con l’aumento esponenziale della mole di dati che le aziende devono conservare ed elaborare, queste strutture stanno assumendo un ruolo sempre più centrale. La quantità di energia da esse consumata per mantenersi attive è però davvero impressionante: si stima che entro il 2025 ne utilizzeranno un quinto del totale mondiale. Non solo Eni si è quindi attrezzata per far fronte al problema energetico, ma anche colossi come Aruba hanno iniziato, sempre in Italia, a costruire i primi data center in un’ottica green. Una scelta che fa bene all’ambiente ma anche al business: risparmiare sui costi energetici consente infatti di applicare tariffe più competitive per i servizi storage o cloud e poter quindi investire nella sostenibilità, alimentando così un vero e proprio circolo virtuoso.

Il tema dell’energia, legato a doppio filo a quello ambientale, si fa dunque sempre più attuale. Anche per questo HANNOVER MESSE, la fiera leader per la tecnologia industriale, dedica un intero settore proprio alle nuove energie. Con Integrated Energy la manifestazione espositiva di Hannover, in programma dall’1 al 5 aprile 2019, offre una piattaforma unica sul tema delle rinnovabili: qui i maggiori players internazionali del settore si confronteranno sulle ultime novità in fatto di e-mobility, grid technology e sulle tecnologie più avanzate per rendere i sistemi elettrici più flessibili, con ampio spazio anche alle giovani start up del settore.

CREATE’N’CONNECT, un nuovo tema per DOMOTEX 2019

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La fiera invita i creativi a sviluppare progetti che abbiano come filo conduttore la connettività.

Una sfida digitale per artigiani e designers: nell’area Framing Trends in scena le installazioni più originali.

We are all connected to the ground. Siamo tutti strettamente connessi e collegati al terreno dove camminiamo. E molto spesso questo terreno è un pavimento. E’ da questa idea che prende spunto il nuovo tema chiave per l’edizione 2019 di DOMOTEX. Con CREATE’N’CONNECT la fiera di Hannover dedicata al mondo del flooring e dei tappeti invita così artigiani e designers a sviluppare progetti che abbiano come filo conduttore la connettività. Connettività intesa in senso fisico dunque, ponendo quindi l’attenzione sugli spazi che grazie alle pavimentazioni trovano soluzione di continuità tra i vari ambienti della casa, ma anche nel senso più digitale del termine. Il megatrend della connettività raggiunge così anche il settore del flooring, che a DOMOTEX troverà la sua massima espressione.

Cuore pulsante del nuovo tema chiave sarà l’area Framing Trends, all’interno della Hall 9: qui troveranno spazio installazioni, dibattiti e forum, oltre che la blogger lounge, punto d’incontro per influencers e creativi. Si tratta di una piattaforma unica dove artigiani, produttori e designers possono trovare nuovi spunti e idee originali per le loro collezioni, ma anche creare nuove occasioni di business e scoprire prodotti innovativi.

Sempre nell’area Framing Trends troverà spazio il progetto DOMOTEX WOOD wood life cycle, un percorso interattivo e virtuoso per illustrare e far emergere le caratteristiche e le qualità di un prodotto unico e versatile come il legno. Ad orchestrare il tutto in qualità di Design Director ci sarà l’architetto Giulio Ceppi, che affiancherà le eccellenze del settore legno con l’organizzazione di eventi legati ai temi della cultura progettuale.

Forte dei numeri da record registrati nel 2018, con 1615 espositori provenienti da oltre 60 paesi e 45mila visitatori qualificati, la fiera leader a livello mondiale per il mondo del flooring, in programma dall’11 al 14 gennaio 2019, si prepara così a riaprire i battenti con moltissime novità che sapranno dare ulteriore slancio al business del settore.

 

La tecnologia al servizio della sicurezza stradale

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Un ruolo fondamentale sarà giocato da AI e realtà aumentata.

Con l’iniziativa internazionale Vision Zero si punta ad azzerare gli incidenti.

Zero vittime, zero feriti, zero incidenti. Questo l’obiettivo di Vision Zero, l’iniziativa internazionale nata in Svezia nel 1997 e poi estesa a moltissimi altri paesi europei che da anni studia e mette in pratica soluzioni innovative per rendere il trasporto di merci e passeggeri a rischio zero. Perché se da un lato, come riferisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le strade oggi sono più sicure rispetto vent’anni fa, con una riduzione degli incidenti mortali del 55%, è pur vero che i morti sono però ancora troppi (1,3 milioni di persone all’anno).

Complici di questo calo sono le più rigide regole stradali e i controlli serrati, ma un ruolo decisivo è giocato (e in futuro lo sarà sempre di più) dalla tecnologia. E infatti è proprio su quest’ultima che si punta per avvicinarsi il più possibile all’obiettivo zero: grazie all’intelligenza artificiale e ai sistemi di guida autonoma gli errori umani avranno un impatto sempre più ridotto. Il progetto di auto in grado di frenare autonomamente e comunicare tra loro è ancora lontano dalla piena realizzazione, ma si stanno già testando assistenti smart che prevedono l’interazione di AI e realtà aumentata al servizio della sicurezza stradale, con sistemi di ausilio alla frenata, segnali acustici e linee virtuali sovrapposte all’asfalto davanti al veicolo.

Il progetto Vision Zero non si riferisce solo al trasposto di persone, ma include naturalmente anche quello delle merci. Tra le iniziative che sembrano destinate a rivoluzionare questo settore c’è per esempio il truck platooning, che prevede lo spostamento in convogli dei camion, di cui solo il primo guidato da un autista, mentre gli altri seguono grazie a sistemi di AI. Anche di questa interessante novità si discuterà durante la prossima edizione di IAA, in programma ad Hannover dal 20 al 27 settembre. La fiera dedicata ai veicoli per il trasporto merci si contraddistingue infatti per la sua attenzione verso le ultime novità dal mondo della tecnologia applicate al settore. Una piattaforma unica in Europa, capace di accogliere espositori internazionali e decision makers da tutto il mondo con uno sguardo sempre attento al futuro del trasporto merci e un ricco programma di forum e interventi di esperti.

Droni italiani per la manutenzione delle telecomunicazioni

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I droni da 300 grammi di Ennova sono in grado di inviare in streaming immagini ad altissima definizione.

Da una start up torinese nasce Ennova: oggi, con 1200 dipendenti, è pronta a installare e controllare la nuova rete 5G.

Non più uomini, ma droni: ecco la ricetta di Ennova per una manutenzione efficace e funzionale della nuova rete 5G in Italia. L’idea nasce nel 2010 da una start up dell’incubatore I3P del Politecnico di Torino, ed è diventata oggi un’azienda da 1200 dipendenti con un giro d’affari previsto per il 2018 di 60milioni di euro. Una proposta vincente quella di Ennova, che riduce drasticamente i rischi per gli operatori, a fronte tra l’altro di un notevole risparmio sui costi. I droni sono poi in grado di arrivare facilmente in zone pericolose e impervie che un team di tecnici specializzati impiegherebbe diverse ore per raggiungere.

I droni da 300 grammi utilizzati da Ennova, abilitati al volo senza permessi Enav, sono in grado di inviare in streaming immagini ad altissima definizione. Al test visivo per verificare lo stato di salute dell’infrastruttura segue poi uno sviluppo legato all’analisi dei dati. Un modo per evitare da un lato sopralluoghi diretti inutili oppure per restringere le ipotesi di malfunzionamento, accelerando così gli interventi di manutenzione. Ma c’è un’altra area di sviluppo, quella legata alla costruzione delle nuove reti 5G con i droni che consentiranno sopralluoghi low-cost per la localizzazione dei siti di installazione più adatti.

Questa è solo una delle tante storie di successo delle startup, a dimostrazione dell’efficacia del connubio “buona idea e intraprendenza”. A CEBIT 2018, ampio spazio è stato dedicato sia alle start up che alle tecnologie dei droni. Nella hall 27 è stata infatti allestita l’area SCALE 11, dove le start up iscritte hanno potuto interagire, incontrare potenziali investitori, presentarsi con un pitch dedicato e partecipare al ricco programma di forum e conferenze. Ampio spazio anche ai droni nell’area Unmanned Systems & Drones (hall 26) e…nel cielo di Hannover ! Al termine di ogni giornata in fiera, Intel ha infatti offerto lo spettacolo “Shooting Star – Drone 300”: 5 minuti di show nell’area d!campus durante i quali 300 droni si sono esibiti creando coreografie aree con oltre 4 miliardi di combinazioni di colori. 

 

Digitalizzazione e supply chain: come sta cambiando la movimentazione delle merci

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La tecnologia sempre più al fianco dell’operatore umano, che viene sollevato da compiti ripetitivi o faticosi.

Tra AI, robot e sensoristica a INTRALOGISTICA ITALIA una finestra sul settore.

E’ come un gioco che sta rapidamente cambiando le proprie regole, a una velocità mai vista prima d’ora: il settore della logistica si trasforma giorno dopo giorno, con l’avvento di nuove tecnologie sempre più performanti. E così le aziende e i loro dipendenti devono sapersi adattare al nuovo modo di gestire la movimentazione delle merci, cuore pulsante di ogni impresa.

Un’analisi dei dati in tempo reale sarà a breve il segreto per una supply-chain efficiente, a basso costo e con tempi di fermo ridotti al minimo. Grazie a un’approccio digitale, le aziende potranno infatti acquisire, analizzare, integrare, accedere facilmente e interpretare dati di alta qualità anche da remoto. Questi dati alimenteranno poi l’automazione, l’analisi predittiva, l’intelligenza artificiale e la robotica, tutte tecnologie che laddove non già integrate nei processi presto subentreranno nella gestione della catena di approvvigionamento.

Sotto il profilo del personale sarà invece necessario un numero ristretto di specialisti per progettare una supply chain tecnologicamente avanzata in grado di soddisfare tutte le esigenze dell’azienda. Serviranno poi figure professionali in grado di analizzare dati relativi alle operazioni logistiche dal momento che le competenze necessarie per questi nuovi ruoli non sono prontamente disponibili oggi, la più grande sfida per le aziende sarà quella di formare il personale in modo adeguato.

La tendenza è quindi chiara: la tecnologia sta mano a mano affiancando sempre più l’operatore umano che viene sollevato da compiti ripetitivi o faticosi, che deve quindi adattare le proprie skills alle nuove esigenze del settore.

E’ quanto emerso anche durante l’ultima edizione di INTRALOGISTICA ITALIA, l’unica fiera in Italia interamente dedicata a sistemi e soluzioni per movimentazione industriale, gestione del magazzino, stoccaggio e picking. A FieraMilano Rho alla seconda edizione sono state registrate oltre 19mila presenze da 133 paesi. Una manifestazione espositiva giovane, che ha già saputo guadagnarsi il favore di visitatori ed espositori grazie anche al suo approccio volto ad analizzare il cambiamento della supply chain e a trovare soluzioni sempre più all’avanguardia. Ora non resta che continuare a seguire le iniziative degli organizzatori di Intralogistica Italia, che hanno già preannunciato ci saranno novità interessanti per gli anni che ci separano dalla terza edizione.

Smart cities e smart mobility: il caso Uber London

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Il colosso da 70 miliardi di dollari è stato travolto lo scorso anno da una serie di scandali per aver infranto regole e normative in molte città.

Dopo lo stop lo scorso settembre, adesso arriva una licenza di 15 mesi per ricominciare a operare nella città.

Le città sono sempre più smart, veloci e interconnesse. E i loro abitanti richiedono servizi sempre più efficienti e digital, specialmente sotto il profilo della mobilità. Se si tratta di Londra poi, il divario rispetto ad altre metropoli europee cresce notevolmente: tutte le novità tecnologiche passano prima sulle rive del Tamigi. Non è un mistero infatti che la City in fatto di servizi sia sempre stata un passo avanti, tanto che ha fatto da trampolino di lancio per il fenomeno Uber in Europa, poi rilanciato in moltissime altre città.

Non sempre però è facile riuscire a regolamentare e controllare questi servizi in modo efficiente. Proprio Uber, il colosso da 70 miliardi di dollari, è stato travolto lo scorso anno da una serie di scandali per aver infranto le regole e le normative in molte città e ha dovuto reinventare pubblicamente la propria immagine dopo alcune decisioni discutibili fatte dall’allora CEO Travis Kalanick. Il culmine è stato raggiunto nel settembre del 2017, quando ha perso la licenza per operare a Londra, con una lista di accuse che andavano dalle violazioni dei dati alla condotta scorretta dei conducenti.

Visti gli sforzi compiuti sul tema sicurezza e il cambio di rotta delle politiche aziendali, oggi Uber ha da poco ottenuto dal Transport of London una nuova licenza che consentirà ai suoi driver di circolare sulle strade di Londra per i prossimi 15 mesi.

Il caso Uber è solo un esempio di come non sia più possibile prescindere né da un nuovo approccio alla mobilità, né tantomeno dalla sicurezza degli utenti. Di tutto questo si discuterà naturalmente a IAA, la fiera dedicata ai veicoli per il trasporto merci in scena ad Hannover dal 20 al 27 settembre. Sarà la piattaforma New Mobility World a ospitare i forum e gli eventi incentrati sulla mobilità del futuro, che spazieranno dalle auto a guida autonoma ai combustibili alternativi fino ai più moderni sistemi per la logistica urbana.

Future Mobility, ICT e automotive sempre più interconnessi

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Come CEBIT anche IAA offre ogni anno maggiore spazio al tema della new mobility, grazie anche alla piattaforma New Mobility World.

Presente al forum sulla mobilità del futuro di CEBIT anche una delegazione di IAA, che si prepara così a riaprire i battenti il prossimo 20 settembre.

Le tematiche affrontate quest’anno durante CEBIT, il festival dell’innovazione e della digitalizzazione che si è da poco concluso ad Hannover, spaziano ormai dall’intelligenza artificiale alla cyber sicurezza fino alla mobilità del futuro. Il fil rouge è infatti la tecnologia, sempre più evoluta, che consente di mettere a punto sistemi all’avanguardia negli ambiti più svariati. Tra questi non poteva appunto mancare il tema della new mobility, a cui è stato riservato ampio spazio con forum e interventi di esperti del settore.

A testimonianza dell’importanza che il festival riveste a livello internazionale, era presente anche una delegazione di IAA, la fiera dedicata ai veicoli commerciali, in programma sempre ad Hannover dal 20 al 27 settembre prossimo. L’occasione è stata il forum organizzato nella Hall 13 dal magazine tedesco online Heise, che ha offerto una panoramica su veicoli a guida autonoma, veicoli elettrici ed elettromobilità. Da quanto emerso occorrerà ancora parecchio tempo prima di vedere smart car circolare sulle nostre strade, ma sono molte le iniziative intraprese da aziende del calibro di Bosch, Continental, e WABCO che vanno in questa direzione. A cominciare da migliori sistemi di assistenza anche per i veicoli di gamma medio-bassa fino al truck platooning (camion connessi tra loro che viaggiano in carovana), che sarà probabilmente una delle aree a beneficiare per prime di una totale automatizzazione.

Come CEBIT anche IAA offre ogni anno maggiore spazio al tema della new mobility, grazie soprattutto alla piattaforma New Mobility World. Il format prevede, oltre ad un’area esterna per le dimostrazioni dal vivo, un fitto programma di forum e conferenze sui temi della guida autonoma, delle auto connesse e dei carburanti alternativi che si susseguiranno da lunedì 24 settembre.

Dalla Germania il via libera a sovvenzioni per i camion elettrici

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In mostra a IAA tutte le ultime novità green per il settore trasporto merci.

Stanziati 10 milioni di euro per il 2018: ecco la ricetta tedesca per limitare le emissioni di CO2.

Da sempre attenta alle politiche green, la Germania continua ora la sua lotta all’inquinamento concentrandosi sul settore dei trasporti. Basta pensare che il 37% delle emissioni di CO2 prodotte in Europa sono causate dai veicoli commerciali per rendersi conto dell’impatto che questo ha sull’ambiente e sulle città dove i veicoli circolano. I motivi per cui il diesel è ancora il combustibile preferito per il trasporto (scelto nel 95% dei casi) sono molteplici, a cominciare dalla sua reperibilità a livello globale, che consente quindi di raggiungere via terra anche i luoghi più remoti. A questo bisogna poi aggiungere che a causa dei loro costi elevati i mezzi di trasporto in circolazione raramente hanno meno di dieci anni, e non rispettano quindi le ultime regolamentazioni in fatto di emissioni.

E’ in uno scenario dunque abbastanza complesso che la Germania ha deciso di correre ai ripari pubblicando sulla Gazzetta Ufficiale del Ministero dei Trasporti il decreto che da il via a una nuova politica di sovvenzioni per i camion eco-friendly. Il finanziamento riguarderà i camion elettrici superiori alle 7,5 tonnellate, con un tetto di 12mila euro per i veicoli fino a 12 tonnellate, mentre per quelli di peso superiore si potrà arrivare a 40mila, fino a un massimo di 500mila euro per azienda.

E proprio la Germania ospiterà, dal 20 al 27 settembre ad Hannover, uno dei più importanti eventi espositivi a livello internazionale dedicato ai veicoli commerciali. A dimostrazione del crescente interesse nei confronti di una mobilità sostenibile anche nel settore del trasporto merci, IAA sarà focalizzata quest’anno proprio sui veicoli elettrici e sulla digitalizzazione. L’area New Mobility World sarà poi l’occasione per scoprire tutte le novità più green del settore trasporto merci, con uno spazio all’aperto dedicato alle dimostrazioni dal vivo, oltre a forum e conferenze sugli ultimi sviluppi e i nuovi metodi di consegna.

Mobile Life, una vita sempre connessi

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Il concetto di occupazione a tempo pieno in un ambiente d’ufficio standard è destinato a scomparire.

Dal lavoro alla sfera privata: ecco come i dispositivi mobili hanno rivoluzionato la nostra vita.

Uscire la mattina e dimenticarsi a casa lo smartphone è per chiunque uno dei peggiori incubi. Non solo perché dovremo rinunciare a tutte quelle app che ci allietano e ci rendono più semplice la giornata, ma anche dal punto di vista lavorativo può creare non pochi problemi. I device mobili ci hanno abituato ad essere sempre reperibili e, anche se a pensarci ora sembra impossibile, basta andare indietro con la mente a una decina d’anni fa per rendersi conto di com’era diversa la nostra vita senza smartphone.

Oltre alle abitudini quotidiane è stato proprio il mondo del lavoro a subire i maggiori cambiamenti: il concetto di occupazione a tempo pieno in un ambiente d’ufficio standard sta infatti via via lasciando il posto a soluzioni più dinamiche, dove è il singolo ad organizzarsi in base alle proprie esigenze. Questo consente di poter conciliare meglio vita privata e lavorativa, implementando anche l’efficienza durante le ore dedicate al lavoro. A trarre beneficio dalla mobile life sono però anche le aziende, che grazie a una sapiente gestione del lavoro da remoto possono risparmiare notevolmente con la riduzione degli uffici e dei loro relativi costi e con l’ottimizzazione dei vari processi. La rivoluzione della mobile life è stata rapida, ma ancora non si è conclusa: si stima infatti che entro il 2025 -quando il 50% della forza lavoro sarà costituita da millenials- le politiche aziendale saranno sempre più orientate verso modelli flessibili e più aperti alla collaborazione.

Perché tutto questo sia possibile le aziende devono naturalmente affrontare il tema sicurezza, più difficile da gestire quando i dipendenti utilizzano i propri dispositivi al di fuori delle mura dell’ufficio. Fondamentale in questo senso è fornire agli utenti le corrette informazioni e misure da adottare in caso per esempio di perdita di dati o dello stesso dispositivo. La formazione assume dunque un ruolo fondamentale, come del resto è importante per le aziende rimanere aggiornate sugli ultimi sviluppi in fatto di sistemi di sicurezza per la protezione dei dati. Un’occasione per avere una panoramica completa sull’argomento è stata durante CEBIT, il festival dell’innovazione e della digitalizzazione conclusosi da poco ad Hannover. Durante l’evento Cyber Security Summit nell’ambito di CEBIT si è infatti parlato a lungo di sicurezza nel web e di altre tematiche correlate e fondamentali per le aziende di oggi. 

 

REAS, un’altra edizione prossima all’overbooking

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Un programma unico nel panorama italiano che offre numerose opportunità di formazione sul campo.

La fiera dell’emergenza accoglie ogni anno sempre più partecipanti, diventando il punto di riferimento per il settore in Italia.

Dal 5 al 7 ottobre il Centro Fiera di Montichiari aprirà i battenti ad un’altra edizione di REAS, il salone dell’emergenza che anno dopo anno si è affermata come la più importante piattaforma italiana del settore. Grazie infatti a un’organizzazione attenta e puntuale, alla partecipazione di Associazioni di volontariato ed Enti e ai numerosi eventi formativi in programma, è diventata ormai un appuntamento imprescindibile per il settore dell’emergenza. E’ da sottolineare che l’edizione 2018 potrà fregiarsi del titolo di fiera internazionale, grazie alla partnership tra Centro Fiera di Montichiari e HF Italy, filiale italiana di Deutsche Messe, organizzatrice di INTERSCHUTZ, la più importante fiera mondiale dell’emergenza.

Non stupisce dunque che la manifestazione abbia raccolto già numerose adesioni da parte di vari espositori e che i posti ancora disponibili siano limitati. Ad attirare maggiormente è il ricco programma di eventi formativi e congressi previsti durante i tre giorni di fiera. Si comincia sabato 6 ottobre dalle 10 alle 13 con un evento formativo proposto dal Co.E.S. Italia (Associazione Nazionale Conducenti Emergenza Sanitaria) che proporrà una visione d’insieme del trasporto pediatrico d’urgenza, toccando tutti i principali aspetti del servizio da un punto di vista sanitario, tecnico e legislativo.

Sempre sabato verrà poi trattato un tema molto attuale applicato all’ambito dell’emergenza con un evento formativo dal titolo “L’uso dei Social Media nell’attività sanitaria: luci ed ombre” promosso da Legnago Soccorso Formazione Sanitaria. Il ruolo della medicina generale nell’emergenza verrà affrontato invece durante due incontri, in programma venerdì e sabato, coordinati da AMFE (Associazione Medici di Famiglia volontari per le Emergenze). L’esperienza sviluppata dai Medici di Medicina Generale durante il sisma dell’Aquila nel 2009 e in Emilia nel 2012 e in altri contesti di emergenza conferma che le prestazioni più richieste all’indomani di una catastrofe coinvolgono soprattutto competenze di Medicina Generale e specialità non strettamente legate all’urgenza.

REAS continua così ad offrire, con un programma unico nel panorama italiano, numerose opportunità di formazione sul campo agli oltre 23.000 operatori professionali e volontari che ogni anno raggiungono da tutta Italia il Centro Fiera di Montichiari.