Anche le macchine hanno un cuore

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I ricercatori stanno puntando sulla possibilità di programmare i robot in modo da renderli capaci di “capire” le emozioni e comportarsi di conseguenza.

La nuova frontiera della ricerca nel settore della A.I. è quella dell’intelligenza emotiva

Nell’essere vivente, le scariche di adrenalina scatenate da una sensazione di pericolo possono aiutare in situazioni difficili. Gli scienziati della University of Massachusetts si sono accorti che anche le macchine possono avere gli stessi comportamenti. Simulando un’operazione di soccorso in montagna effettuata con veicoli snowcat, si sono accorti che se il software è programmato in modo da essere sensibile alla paura, i gatti delle nevi sono in grado di essere più veloci e più efficienti.  Nell’uomo e nell’animale, una paura eccessiva può però avere un effetto paralizzante. E i ricercatori hanno notato che succede anche nel caso dei robot: quando percepiscono una minaccia molto forte e non sono programmati per riorganizzare le informazioni in loro possesso, possono andare in tilt.

Una volta le macchine si occupavano solo di eseguire compiti fisici pesanti. Ora il loro ambito di intervento è diventato vastissimo. Lo scenario attuale ha superato di gran lunga quello prefigurato dagli scienziati informatici nella seconda metà del secolo scorso. Il loro sogno era quello di creare macchine in grado di svolgere il lavoro di routine, per lasciare più tempo all’essere umano da dedicare alle attività creative. Ma siamo andati molto oltre.

I cosiddetti “assistenti digitali” (Siri, Cortana, Alexa, Echo…) sono da tempo nostri compagni di strada. I software di riconoscimento vocale scrivono messaggi di testo per noi sotto dettatura, e sono persino in grado di imparare la corretta ortografia delle parole che non conoscono. I robot ci aiutano a diagnosticare e curare le malattie; a produrre documenti legali; a decidere come investire in borsa.

L’ingresso dell’intelligenza artificiale (A.I.) nelle nostre vite ha operato anche un cambiamento del nostro modo di comunicare. Assistiamo a un predominio sempre più marcato della comunicazione di tipo tecnologico (cioè efficiente, veloce e superficiale), che viene utilizzata non solo dalle macchine ma anche dalle persone. Un po’ alla volta, la comunicazione di tipo empatico sta diventando desueta e poco praticata. Eppure di comunicazione emotiva ci sarebbe un gran bisogno. Tanto è vero che i ricercatori stanno ora puntando proprio sulla possibilità di programmare i robot in modo da renderli capaci di “capire” le emozioni e comportarsi di conseguenza.

Le ricerche sulla A.I. sono affascinanti, e l’intelligenza emotiva è senza dubbio l’ultima frontiera. Se ne parlerà anche alla prossima edizione di CEBIT, il festival europeo della digitalizzazione e innovazione, in programma ad Hannover dal 24 al 28 giugno 2019. Tra seminari, talks e forum sarà possibile aggiornarsi sullo stato dell’arte e sugli sviluppi di questa appassionante branca della tecnologia.

 

 

Incentivi per chi rottama i veicoli commerciali

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Il bando sarà valido fino al 10 ottobre 2019. Ma si chiuderà prima, se le richieste di contributo supereranno del 10% la dotazione di finanziamenti stabilita.

La Regione Lombardia ha indetto un bando rivolto alle piccole e medie imprese

Ha preso il via ieri, 16 ottobre, il conto alla rovescia per la partecipazione al bando indetto dalla Regione Lombardia per la demolizione di veicoli commerciali obsoleti. Rivolto alle piccole e medie imprese, il bando riguarda i mezzi benzina fino ad euro 1/I incluso e quelli diesel fino ad Euro 4/IV incluso, e prevede incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli a basso impatto ambientale (anche con la formula del leasing).

L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni inquinanti in una regione – la Lombardia – che ogni inverno si ritrova alle prese con gravi problemi di qualità dell’aria. Il bando sarà valido fino al 10 ottobre 2019. Ma si chiuderà prima, se le richieste di contributo supereranno del 10% la dotazione di finanziamenti stabilita.

Chi può partecipare? Tutte le micro, piccole e medie imprese che hanno sede operativa nella regione e sono intenzionate a rottamare un veicolo di proprietà. Dal bando sono escluse però le imprese che operano nei settori dell’agricoltura e della pesca, e le aziende di trasporto conto terzi.

Una bella occasione dunque, quella offerta dalla Lombardia, per svecchiare il proprio parco mezzi e dare una mano all’ambiente. Per quanto riguarda l’acquisto di un nuovo veicolo, la scelta “green” ormai è d’obbligo. E le case produttrici fanno del binomio sostenibilità/risparmio la chiave di volta della loro offerta. Una delle più interessanti vetrine del settore è senza dubbio NACV Show, il salone di Atlanta (Usa) dedicato ai veicoli commerciali. Lo scorso anno si è tenuta la prima edizione, organizzata da Deutsche Messe con la collaborazione di North American Commercial Vehicle Partnership, e moltissime aziende hanno deciso di presentare proprio lì le loro ultime novità. La prossima edizione è già in calendario: si terrà dal 28 al 31 ottobre 2019, sempre al Georgia World Congress Center.

 

Adesso la cena si paga con follower

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Il sistema è semplice. In base al numero delle persone da cui si viene seguiti, si ottiene il “bonus”.

Nella catena This Is Not a Sushi Bar, si può saldare il conto pubblicando una foto sul proprio account Instagram

Potenza dei social: adesso grazie ai follower su Instagram sarà possibile persino pagare la cena. L’idea, decisamente di tendenza, è venuta ai proprietari della catena This Is Not a Sushi Bar, i fratelli padovani Matteo e Tommaso Pittarello. Nel nuovo locale appena aperto a Milano, in zona Porta Romana (per la precisione in via Lazzaro Papi) è possibile infatti avere gratis alcune portate, in base al numero di follower sul proprio account. Basta presentare alla cassa il post con la foto dei piatti appena consumati e gli hashtag che promuovono il sushi bar.

Il sistema è semplice. In base al numero delle persone da cui si viene seguiti, si ottiene il “bonus”. Chi conta su un numero di follower compreso tra mille e 5mila potrà ricevere un piatto gratis in più rispetto a quello già ordinato; chi ha da 5 a 10mila contatti ne riceve due, e via dicendo. Oltre i 100mila follower (ma qui siamo nel caso dei cosiddetti influencer), si può mangiare tutto gratis.

Una strategia di marketing decisamente innovativa, e che sarà probabilmente molto imitata. Il sistema dei fratelli Pittarello si traduce in pubblicità a progressione geometrica. La piattaforma Instagram è sempre più popolare, anche grazie a nuove funzionalità per stories e interazioni che ormai vanno ben al di là delle semplici foto. Oltre a questo, la comunicazione per immagini ben si addice alla cucina orientale, dove ogni piatto è una sorta di opera d’arte in cui forme e colori trovano l’equilibrio perfetto.

La comunicazione digitale del resto fa ormai parte a pieno titolo della nostra vita quotidiana, sotto tutti gli aspetti. L’evoluzione in atto ci riserverà nei prossimi anni non poche sorprese. Un’anteprima del nostro futuro prossimo è quella offerta da CEBIT, la vetrina internazionale dedicata alla tecnologia. La prossima edizione, in programma ad Hannover dall’11 al 15 giugno 2019, avrà una nuova formula, più in linea con le ultime tendenze: non più una fiera tradizionale, dunque, ma un festival condotto attraverso forum, talks e spettacoli fino a tarda sera. Per capire e sperimentare dal vivo le novità in fatto di intelligenza artificiale, realtà virtuale e aumentata, blockchain e robotica. In particolare, nella giornata del 15 giugno sarà in scena dalle 10.00 alle 17.00 il Digital Friday, con programmi specifici e piattaforme per sviluppatori, programmatori, giocatori professionisti e piloti di droni.

 

 

 

 

 

 

Da Ikea arriva una cucina tutta “verde”

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Per rivestire la superficie di un frontale di Kungsbacka da 40×80 centimetri ci vogliono 25 bottiglie di plastica da mezzo litro.

Si chiama Kungsbacka, ed è prodotta con legno di recupero e bottiglie di plastica riciclate

Il settore del riciclo ha ormai raggiunto una dimensione economica di tutto rilievo: solo in Italia, le imprese che riciclano i rifiuti sono 7.193 con 133.326 dipendenti, e regalano una nuova vita a circa 56,5 milioni di tonnellate di scarti, con un valore aggiunto di ben 12,6 miliardi di euro. Numeri di tutto rispetto, riportati nell’8° Rapporto dell’Italia del riciclo del 2017, curato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con FISE Unire.

Il trend è in crescita in tutto il mondo, e la sostenibilità sta diventando un elemento imprescindibile anche per quanto riguarda prodotti legati alla moda e al design. Sempre più spesso abiti, accessori e oggetti di arredamento vengono progettati e realizzati utilizzando materiali di scarto. Lo ha fatto anche Ikea, che in collaborazione con lo studio Form Us With Love di Stoccolma ha messo a punto e lanciato sul mercato Kungsbacka: una cucina ottenuta da legno e plastica riciclati. Il laminato è ricavato da bottiglie in PET provenienti dalla raccolta differenziata delle città giapponesi.

Al progetto, che ha visto la luce dopo due anni di ricerche, ha partecipato anche l’italiana 3B di Salgareda (Treviso). Per rivestire la superficie di un frontale di Kungsbacka da 40×80 centimetri ci vogliono 25 bottiglie di plastica da mezzo litro. Molto resistente e facile da pulire, la cucina ha una garanzia di 25 anni.

Come il settore dell’arredamento, così anche quello del flooring sta virando verso scelte sempre più “green”. I consumatori dimostrano di apprezzare le soluzioni sostenibili, e le aziende fanno del rispetto dell’ambiente un requisito imprescindibile per i propri prodotti. In questa ottica, una delle manifestazioni più interessanti è DOMOTEX asia/CHINAFLOOR, la fiera numero uno per il settore del flooring nei Paesi asiatici, e la seconda nel mondo. La fiera è da sempre attenta alle tematiche legate alla sostenibilità, infatti durante le edizioni precedenti sono stati assegnati i GreenStep Asia Environmental Awards. Il prossimo appuntamento è dal 26 al 28 marzo 2019 a Shanghai.

 

Profumo di efficienza in casa Dior

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Grazie ai sistemi Knapp è stato possibile ridurre la superficie di stoccaggio in modo sicuro, risparmiare sullo spazio e semplificare i processi.

Il magazzino centrale della maison francese è stato automatizzato grazie ai sistemi logistici Knapp

Quando si parla di qualcosa di volatile come i profumi, è persino difficile immaginare che anche questo tipo di prodotti abbia alle spalle una gestione logistica perfettamente organizzata. Eppure le grandi case che esportano in tutto il mondo le loro essenze hanno più che mai bisogno di poter contare su magazzini super efficienti.

Ecco perché la maison francese Christian Dior Perfumes si è affidata ai sistemi di automazione KNAPP. Come ha raccontato in un recente articolo il sito di settore logisticamente.it, Knapp ha fornito una combinazione di shuttle e robot per il magazzino centrale internazionale di Saint Jean de Braye, dove vengono gestiti gli ordini provenienti dai negozi, dai rivenditori e anche le consegne individuali.

KNAPP AG è un’azienda austriaca attiva a livello internazionale nel settore della logistica e dell’automazione di magazzino. È tra i primi dieci fornitori mondiali di soluzioni intralogistiche complete, tra cui appunto sistemi di magazzino automatizzati. Grazie a questi, nel caso della maison Dior è stato possibile ridurre la superficie di stoccaggio in modo sicuro, risparmiare sullo spazio e semplificare i processi.

Il settore della logistica è in continua evoluzione, e fornisce sempre nuove soluzioni per ottimizzare la gestione del magazzino. Lo si è potuto toccare con mano durante la recente edizione di INTRALOGISTICA ITALIA, lo scorso maggio. Una manifestazione espositiva unica nel panorama italiano, dedicata alla gestione del magazzino, allo stoccaggio dei materiali e al picking. Il prossimo appuntamento sarà nel 2021. In scena le ultime novità per quanto riguarda la movimentazione meccanica, la tecnologia di magazzinaggio, i sistemi completi per logistica, l’organizzazione del traffico, le soluzioni di outsourcing.

Anfibi italiani al servizio dei Marines

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Il primo ordine è di 198 milioni di dollari per 30 veicoli da consegnare entro l’anno prossimo, con opzioni per un totale di 204 mezzi.

Iveco Defence Vehicles ha vinto la commessa per la fornitura di nuovi mezzi a otto ruote destinati alle forze armate Usa

Saranno “made in Italy” i mezzi anfibi di nuova generazione in uso alle truppe americane. Iveco Defence Vehicles, multinazionale che ha il suo quartier generale a Bolzano, ha infatti vinto la commessa per la fornitura di anfibi a otto ruote motrici destinati al corpo dei Marines. Più precisamente, Iveco lavorerà in partnership con BAE Systems, fornendo il progetto, i componenti e i servizi.

Il contratto è stato assegnato dallo US Marine Corps per la produzione della prossima generazione di Amphibious Combat Vehicles (ACV). Il primo ordine è di 198 milioni di dollari per 30 veicoli da consegnare entro l’anno prossimo, con opzioni per un totale di 204 mezzi e un investimento complessivo previsto di 1,2 miliardi di dollari.

Il nuovo anfibio è un “bestione” con motore a sei cilindri da 700 Cv di potenza, è blindato e capace di muoversi anche in aperto Oceano. Può ospitare 13 passeggeri, oltre alle tre persone che siedono ai posti di guida. In quanto a mobilità, questo veicolo è il migliore della categoria su tutti i terreni e offre anche le migliori protezioni all’equipaggio. Del resto Iveco Defence Vehicles ha una lunga esperienza, avendo progettato e costruito ad oggi più di 30.000 veicoli militari multiuso, protetti e blindati.

Le aziende impegnate nel campo della sicurezza investono ogni anno miliardi per la ricerca e l’implementazione del know-how. Tutto questo non solo a vantaggio del comparto militare, ma anche di quello civile e per fare fronte a calamità naturali. La più interessante vetrina del settore è INTERSCHUTZ, la fiera leader mondiale della protezione civile, antincendio e anti-catastrofe e della sicurezza. Si tiene ogni cinque anni ad Hannover. La prossima edizione è in programma dal 15 al 20 giugno 2020.

 

Biesse Group scommette sull’India

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Biesse si sta impegnando a promuovere training professionali e a favorire l’educazione tecnica nel settore della lavorazione del legno.

Partnership di cinque anni tra il gruppo di Pesaro e l’Institute of Wood Science & Technology di Bangalore

Diffondere la conoscenza delle più innovative tecnologie per la lavorazione del legno; formare futuri tecnici e operatori; creare sul lungo termine imprenditori di successo. Questi gli obiettivi che hanno spinto Biesse Group a stringere un accordo di cinque anni con l’Institute of Wood Science & Technology (IWST), istituzione indiana che opera nel quadro del Consiglio Indiano della Scienza e della Formazione Forestali del Ministero dell’Ambiente.

Dal 1969 Biesse progetta, produce e commercializza una gamma completa di tecnologie e soluzioni rivolte al falegname e alla grande industria del mobile, del serramento e dei componenti in legno per l’edilizia. Da qualche anno è presente anche nel settore delle macchine per la lavorazione della plastica.

La partnership tra Biesse e l’Institute of Wood Science & Technology, che ha sede a Bangalore, ha portato alla creazione di un corso di diploma della durata di un anno (iniziato lo scorso 1° luglio) focalizzato sulle tecnologie avanzate per la lavorazione del legno, e di tre corsi brevi destinati a studenti con conoscenze base. Questa collaborazione è volta a fornire le infrastrutture e i finanziamenti necessari al progetto.

Perché proprio in India? Il Paese è in forte crescita economica, ma la mancanza di manodopera qualificata può ostacolare questo processo. Da sempre sensibile alla responsabilità sociale d’impresa, Biesse si sta dunque impegnando a promuovere training professionali e a favorire l’educazione tecnica nel settore della lavorazione del legno. Un settore in piena evoluzione, sia dal punto di vista tecnologico che sotto il profilo della sostenibilità. La prossima edizione di LIGNA, la più grande manifestazione a livello europeo dedicata all’industria dei macchinari per la lavorazione del legno, sarà l’occasione per toccare con mano come si sta evolvendo questo comparto strategico dell’industria manifatturiera. Appuntamento quindi ad Hannover dal 27 al 31 maggio 2019.

 

 

 

 

La Croce Rossa Italiana alla Mostra del Cinema

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In tutto, ben 306 addetti hanno prestato la loro opera durante i giorni della Mostra (dal 29 agosto all’8 settembre), e sono stati 186 gli interventi sanitari effettuati.

Anche a Venezia la CRI ha messo in moto un’efficientissima macchina per garantire il servizio di primo soccorso in caso di emergenza

Ha da poco chiuso i battenti a Venezia la 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Un evento che ogni anno richiama in laguna migliaia di appassionati, oltre a celebrità da tutto il mondo. Come sempre, la grande affluenza di pubblico e addetti ai lavori ha reso necessario organizzare un servizio di primo soccorso in caso di emergenza. L’incarico è stato affidato alla Croce Rossa Italiana, che è riuscita a mettere in moto una macchina organizzativa efficientissima, composta da uomini e mezzi che per tutta la durata dell’evento hanno garantito il loro supporto.

In tutto, ben 306 addetti hanno prestato la loro opera durante i giorni della Mostra (dal 29 agosto all’8 settembre), e sono stati 186 gli interventi sanitari effettuati. È stato attivato – grazie alla disponibilità del Comitato CRI di Verona – un Posto Medico Avanzato gestito da volontari specializzati, oltre a 15 medici e 11 infermieri. In campo anche un’ambulanza e una idro-ambulanza (vale a dire un’imbarcazione allestita per il soccorso e l’assistenza medica). Le squadre sanitarie sono state gestite dalla Croce Rossa Italiana di Venezia, con la collaborazione di volontari provenienti da altri centri della regione.

Un grande lavoro di team, che ha reso possibile lo svolgimento della Mostra del Cinema in tutta tranquillità. Come nel caso di Venezia, sono tante le occasioni in cui è necessaria la presenza di personale ben addestrato che si occupi di sicurezza e primo soccorso. Le realtà del settore si danno appuntamento dal 5 al 7 ottobre a Montichiari (Brescia), in occasione di REAS, la fiera leader in Italia per la gestione dell’emergenza. Saranno presenti le principali realtà produttive e commerciali, le Istituzioni, i Corpi dello Stato, gli Enti e le Associazioni di volontariato.

L’edizione 2018 di REAS sarà anche un’edizione speciale: la prima a fregiarsi della qualifica ufficiale di “fiera internazionale”. Questo grazie alla sinergia con Hannover Fairs International GmbH, filiale italiana di Deutsche Messe, organizzatrice di INTERSCHUTZ.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche nel settore flooring la parola d’ordine è “riciclo”

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La prossima edizione di DOMOTEX, in programma dal 10 al 14 gennaio 2019, sarà l’occasione per toccare con mano i materiali eco-friendly di ultima generazione.

Tra le aziende virtuose del settore, Montecolino Spa si distingue per le sue pratiche di smaltimento sostenibile della moquette

Ogni anno nei Paesi della Comunità europea circa 1,6 milioni di tonnellate di moquette finiscono interrati nelle discariche o negli inceneritori di rifiuti solidi urbani. Una quantità davvero considerevole, dovuta al fatto che questi rivestimenti non hanno soltanto una destinazione privata (case e uffici), ma buona parte di essi viene utilizzata in occasione di fiere ed eventi.

La Comunità Europea, preoccupata per le ripercussioni ambientali di questa tipologia di rifiuti, ha varato un progetto battezzato RECAM (Recycling of Carpet Materials), finalizzato proprio al recupero degli scarti di moquette. L’obiettivo è quello di arrivare un po’ alla volta al riciclaggio materiale, chimico e termico dei rifiuti.

In realtà anche le stesse aziende del settore hanno iniziato a tenere conto dell’impatto ambientale dei loro prodotti. Ogni anno durante DOMOTEX, la fiera di Hannover dedicata al mondo del flooring e dei tappeti, è possibile avere una panoramica dei passi che si stanno facendo in questa direzione. Anche la prossima edizione, in programma dal 10 al 14 gennaio 2019, sarà l’occasione per toccare con mano i materiali eco-friendly di ultima generazione.

Tra i produttori italiani più impegnati sul fronte del riciclo c’è per esempio Montecolino, che ha realizzato tra l’altro le pavimentazioni della tribuna e della zona hospitality del circuito di Monza in occasione del recente Gran Premio di Formula1. Fornitore ufficiale di Fieramilano, Montecolino nel mese di settembre – in occasione di Homi, Mipel e Micam – ha posato, rimosso e smaltito qualcosa come 110mila metri quadrati di moquette. Il sistema di recupero messo a punto dall’azienda bresciana prevede la trasformazione degli scarti in materia prima seconda da destinare all’industria plastica.

 

 

 

 

 

 

 

 

Angeli custodi a quattro zampe

Sul soccorso cinofilo si punteranno i riflettori durante REAS, il Salone Internazionale del'Emergenza che aprirà i battenti tra pochi giorni a Montichiari (Brescia).

Sul soccorso cinofilo si punteranno i riflettori durante REAS, il Salone Internazionale del’Emergenza che aprirà i battenti tra pochi giorni a Montichiari (Brescia).

Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, sono stati i cani delle unità cinofile a salvare molte vite

Night Spirit è uno dei cani che per primo ha prestato soccorso alle vittime dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, lo scorso 14 agosto. Si trovava per caso vicino al luogo del disastro insieme a Laura Bisio, sovrintendente capo della Polizia di Stato, per una perquisizione antidroga. Il suo immediato intervento ha consentito il salvataggio di ben sei persone. Come Night Spirit, tanti altri eroi a quattro zampe delle unità cinofile di polizia e Vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per cercare persone ancora vive, rimaste intrappolate sotto le macerie.

Tra loro anche Greta, un pastore belga Malinois, addestrato proprio per questo compito. Due anni fa Greta e il suo addestratore, vigile del fuoco del distaccamento di Spilimbergo (Pordenone), riuscirono a salvare Giorgia, una bambina di sei anni rimasta sepolta per circa 16 ore tra i detriti della sua casa, distrutta dalle scosse del terremoto che colpì Pescara del Tronto.

Le unità cinofile sono fondamentali nella ricerca di persone ancora vive sotto le macerie. Questa attività è però molto impegnativa e stressante per il cane, quindi è necessario un veloce turnover fra le varie unità operative. Ecco perché in caso di calamità bisogna fare ricorso a numerose squadre provenienti da diverse zone del territorio nazionale.

Proprio sul soccorso cinofilo si punteranno i riflettori durante REAS, il Salone Internazionale del’Emergenza che aprirà i battenti tra pochi giorni a Montichiari (Brescia). Dal 5 al 7 ottobre, infatti, nell’ambito della fiera leader di settore in Italia per il settore emergenza, primo soccorso e antincendio, si terrà la terza edizione del Trofeo Cinofili Sartoria Schiavi. Fra le novità di quest’anno ci saranno prove di condotta ed obbedienza, oltre alla ricerca di due dispersi. Ospite immancabile della manifestazione sarà invece Timmy, il cane da soccorso, mascotte ufficiale di INTERSCHUTZ!

Ogni anno REAS richiama oltre 23.000 visitatori: un mix unico di operatori (produttori, distributori, referenti di enti e istituzioni) e di volontari attivi nell’ambito di associazioni e organizzazioni del sistema emergenza. La filosofia della manifestazione è quella di offrire strumenti concreti per innovare e accrescere il bagaglio tecnico di operatori e volontari.

 

Le nuove frontiere della stampa in 3D

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Alcuni scienziati americani sono riusciti a mettere a punto una tecnica per realizzare vasi capillari in 3D. Contano di riuscire – nel giro di cinque anni – a realizzare il primo organo umano.

Dalla produzione di beni di consumo al settore medico, questa tecnologia sta aprendo possibilità rivoluzionarie

Integrare i dati di tutti i processi della filiera produttiva è – e sarà sempre di più in futuro – il vero fattore decisivo per ottenere vantaggi competitivi nell’industria manifatturiera. La fabbrica del futuro sarà la cosiddetta Digital Factory, un ambiente in cui soluzioni IT consentiranno lo scambio continuo di dati tra i comparti sviluppo, produzione e distribuzione. E proprio alla Digital Factory sarà dedicata un’attenzione tutta particolare nell’ambito della prossima HANNOVER MESSE, la fiera leader a livello internazionale per la tecnologia industriale, in programma dal 1° al 5 aprile 2019.

Ad Hannover sarà possibile avere un’idea concreta di come funzionerà la Digital Factory, del ruolo chiave che è destinata a coprire e di tutte le opportunità che potrà offrire. Uno dei settori che più trarranno vantaggio dall’integrazione dei processi è sicuramente quello della stampa industriale (che riguarda praticamente tutti gli oggetti di uso quotidiano, dalla lavatrice al cellulare, dal computer all’automobile). Grazie all’introduzione di tecnologie digitali direttamente nei cicli di produzione, già oggi è possibile evitare costi di magazzino e lunghi tempi di attesa, oltre che ottenere livelli qualitativi molto più alti che in passato. Anche per quanto riguarda il packaging, la stampa digitale ha consentito di raggiungere una qualità fino a poco tempo fa impensabile.

Ma quando si parla di stampa in 3D, non ci si limita alla produzione di beni di consumo. Un altro interessante ambito in cui questa tecnologia si sta rivelando fondamentale è quello medico. Con la stampa digitale possono essere progettate per esempio cornee e protesi senza rischio di errori, e recentemente è stato sviluppato addirittura un tessuto umano. Alcuni scienziati americani sono riusciti infatti a mettere a punto una tecnica per realizzare vasi capillari in 3D. Partendo da qui, contano di riuscire – nel giro di cinque anni – a realizzare il primo organo umano.

Queste scoperte potrebbero davvero rivoluzionare il settore dei trapianti, consentendo di fornire “pezzi di ricambio” perfetti costruiti in laboratorio. Il controllo qualità e la standardizzazione sono i parametri considerati più importanti dagli scienziati, perché consentiranno il passaggio dalla produzione una tantum a quella su larga scala.

 

 

 

 

Decathlon e Radici Group, sostenibilità in primo piano

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A Bergamo il team di Decathlon ha potuto vedere da vicino il processo di polimerizzazione del nylon 6, la lavorazione del filato e la produzione dei tecnopolimeri.

Il team RH della catena francese ha trascorso una giornata confrontandosi con le esperienze di una delle maggiori realtà chimiche internazionali

Per la natura della sua attività e la dimensione mondiale del brand, Decathlon è ben conscio di giocare un ruolo importante nella salvaguardia dell’ambiente. Proprio per questo la multinazionale francese ha messo in piedi un Team RH a cui è stata affidata la gestione delle “pratiche virtuose” da mettere in atto per perseguire questo obiettivo. Ogni anno il team sostenibilità effettua una settimana di formazione incentrata sui temi dell’economia circolare, dell’eco-design, dei prodotti a basso impatto ambientale e delle energie rinnovabili. La location cambia di volta in volta, e per il 2018 è stata scelta l’Italia.

Durante questa “sustainable week”, il team ha trascorso una giornata visitando l’Headquarter di RadiciGroup. Dopo una sessione in aula, la delegazione si è poi spostata ai siti produttivi di Villa d’Ogna (Bergamo), dove ha potuto vedere da vicino il processo di polimerizzazione del nylon 6, la lavorazione del filato e la produzione dei tecnopolimeri (materie plastiche).

Da anni ormai Decathlon considera il proprio impatto sul clima come questione imprescindibile. Vengono formate reti di “responsabili dello sviluppo sostenibile”, che hanno il compito di promuovere l’eco-ideazione e l’etichettatura ambientale dei prodotti. Ogni collaboratore dell’azienda può utilizzare le reti non soltanto per informarsi su queste tematiche, ma anche per scambiare e condividere contenuti e strategie. Ai product designer viene chiesto di integrare nello sviluppo dei prodotti, a fianco dell’usuale criterio di un buon rapporto qualità-prezzo, anche quello dell’eco-ideazione, così da rendere i prodotti sempre più “green”.

La visita a RadiciGroup rientrava quindi nell’ottica di confrontarsi con un produttore sostenibile di numerose materie prime destinate anche al settore dello sport: dalle fibre di nylon a quelle in poliestere, dai filati per l’erba sintetica ai tecnopolimeri utilizzati per realizzare vari accessori. L’azienda di Bergamo è una tra le realtà chimiche italiane più attive a livello internazionale, e ha fatto della sostenibilità uno dei suoi punti di forza. Da diversi anni partecipa in qualità di espositore a DOMOTEX, la fiera di Hannover dedicata al mondo del flooring e dei tappeti, dove sempre maggiore spazio trovano i prodotti e le tecnologie “eco-friendly”. La prossima edizione si terrà dall’11 al 14 gennaio 2019.