Un’italiana tra le start up vincitrici dell’Innovators’ Pitch 2017

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Al centro del palco i fondatori di Boca Health durante la premiazione.

Premiata la milanese Boca Health, mentre a CEBIT tutto è pronto per accogliere la più grande piattaforma per start up.

Giunto alla dodicesima edizione, il contest organizzato da Bitkom ha premiato a fine novembre le start up che hanno convinto la giuria con soluzioni intelligenti e innovative. The Innovators ‘Pitch è una competizione che si rivolge alle piccole imprese europee in fase iniziale: un’occasione per i giovani imprenditori di presentare i loro prodotti e prototipi a una giuria di alto livello e ad un pubblico esperto. Tra le tre vincitrici -che hanno portato a casa anche un assegno da 5mila euro da investire nella loro attività- c’era anche l’italiana Boca Health.

La start up milanese ha presentato, nell’ambito Digital Health, una soluzione non invasiva per misurare e monitorare i liquidi corporei, aiutando così a prevenire malattie cardiache e disfunzioni renali. Tramite semplici dispositivi collegati al proprio smartphone è infatti possibile tenere sotto controllo il livello dell’acqua nel corpo, con una conseguente migliore qualità della vita dei pazienti e una notevole riduzione dei ricoveri.

E’ un mondo che cresce ad una velocità spropositata quello delle start up e che continua a stupire con soluzioni molte volte sorprendenti proprio per la loro semplicità. Già da diverso tempo CEBIT, il festival dell’innovazione e della digitalizzazione, si sta occupando del fenomeno, incentivando i giovani imprenditori con soluzioni ad hoc. Ma dalla prossima edizione, in programma ad Hannover dall’11 al 15 giugno, ancora più spazio sarà dedicato proprio alle imprese emergenti, che avranno a disposizione l’intera area SCALE 11 nella zona d!tec. Si tratta della più grande piattaforma in Europa per le start up, uno spazio dove queste possano esprimersi al meglio, creare nuove occasioni di business, entrare in contatto con nuovi investitori e grandi compagnie e catturare l’attenzione dei media. Ma sarà anche l’occasione per prendere parte ai numerosi forum e talks che si terranno durante i cinque giorni del festival e partecipare ad innovative attività come il business speed dating e il barcamp, un incontro i cui temi di discussione sono decisi dai partecipanti e annunciati poco prima sul web.

Chimiver sul podio con Michela Moioli

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Michela Moioli, campionessa di Coppa del Mondo di snowboard e oro a Pyeongchang.

L’azienda bergamasca leader nel mercato dei prodotti per il legno è sponsor della snowboardista medaglia d’oro alle Olimpiadi.

Erano lacrime e grida di gioia quelle di Michela Moioli quando ha tagliato il traguardo del Phoenix Snow Park. La ventiduenne bergamasca è riuscita nell’impresa che tutti gli atleti sognano: salire sul gradino più alto del podio delle Olimpiadi. E’ lei la prima azzurra di sempre ad aver conquistato l’oro olimpico nello snowboard cross, e anche per questo la sua vittoria suona ancora di più come una vera e propria impresa.

Un’impresa festeggiata in Italia anche da Chimiver Panseri S.p.A., azienda leader nel mercato dei prodotti di incollaggio, trattamento e manutenzione di pavimenti in legno, che da alcuni anni affianca Michela in qualità di sponsor. L’oro a Pyeongchang è senza dubbio il degno epilogo di una stagione costellata di grandi successi che a inizio febbraio ha incoronato la Moioli campionessa della Coppa del Mondo di snowboard in Germania. La scelta di sponsorizzare Michela deriva dalla passione di Oscar Panseri, managing director dell’azienda, per lo sci e gli sport invernali e dalla voglia di puntare sui giovani, incoraggiandoli e dimostrando loro fiducia. Ed è con la stessa passione che l’imprenditore porta avanti l’azienda di famiglia. Grazie a soluzioni innovative, attenzione per il cliente e sinergia tra i collaboratori, oggi Chimiver produce linee complete di prodotti per diverse tipologie di pavimenti come parquet, resina o outdoor ed è presente in oltre 60 paesi in tutto il mondo.

Non è un caso dunque che Chimiver sia da anni presente in veste di espositore agli eventi fieristici del portfolio di DOMOTEX. Lo scorso gennaio ha infatti partecipato al salone di Hannover dedicato al mondo del flooring presentando le sue ultime novità, con un’attenzione sempre più marcata nei confronti delle politiche green con prodotti a basso impatto ambientale. Il prossimo appuntamento sarà invece a Shanghai dal 20 al 22 marzo con la ventesima edizione di DOMOTEX Asia CHINAFLOR: anche qui l’azienda è da anni  in prima linea all’interno di un mercato in così rapida crescita come quello asiatico.

Fiere globali: continua il trend positivo

Deutsche Messe vanta già un portfolio di fiere dislocate nei vari continenti.

La digitalizzazione e l’internazionalizzazione sono le carte vincenti dei format fieristici di successo.

In un mondo iper connesso e tecnologicamente avanzato viene naturale chiedersi come il format fieristico possa ancora funzionare. In realtà, stando ai dati raccolti dall’Ufi (associazione globale dell’industria fieristica), sembra proprio che il contatto umano e il b2b siano ancora il motore trainante dell’economia. Non solo infatti l’industria espositiva sta attraversando un periodo particolarmente roseo, ma le stime prevedono anche un aumento di fatturato per il 72% delle aziende di settore nella prima metà del 2018 e per il 77% nella seconda metà.

Per raggiungere questi risultati è chiaro naturalmente che le fiere non sono rimaste le stesse del passato, ma si sono modernizzate, dando prova tra l’altro di una grande capacità di adattamento e di saper far fronte ai tempi che cambiano. Tra le caratteristiche principali delle “nuove fiere” c’è senza dubbio la tendenza a fondere le esposizioni in senso stretto con organizzazione di eventi, congressi e conferenze. Parallelamente si nota anche la capacità di sfruttare la digitalizzazione e l’enorme molte di dati che questa ha messo a disposizione per un marketing sempre più mirato. In questo modo la visita in fiera diventa una vera e propria esperienza costruita secondo le necessità del visitatore che molto spesso può interfacciarsi in modo interattivo con essa.

Il vero punto di svolta arriva però con l’internazionalizzazione, quando cioè le organizzazioni fieristiche sono in grado di stringere alleanze e sinergie con l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema fiere su scala globale. Deutsche Messe in questo senso si può definire un vero pioniere, potendo contare già da diversi anni su un portfolio di manifestazioni espositive dislocate in vari continenti. L’impegno del gruppo tedesco si è in particolare concentrato sul mercato asiatico, dove ha costruito nuove strutture in grado di ospitare eventi sempre più grandi e partecipati nei settori più disparati. Nella sola Shanghai andranno in scena nel 2018 eventi legati alla logistica del calibro di CeMAT Asia, COLD CHAIN Asia e Industrial Supply Asia. Ma ci sarà spazio anche per il mondo del flooring con DOMOTEX Asia CHINAFLOOR o per il settore del trasporto con Heavy Machinery e IARS di Wuhuan. Industrial Automation (manifestazione legata all’automazione industriale) aprirà invece i battenti il prossimo 27 giugno a Shenzhen, la città asiatica con una forte impronta internazionale che sta diventando un vero punto di riferimento per il commercio globale.

A Lipsia la moda incontra la logistica

E’ stata presentata la capsule collection Vetements x DHL Spring/Summer 2018.

L’Hub dello scalo merci più importante d’Europa ha ospitato un evento dedicato all’universo del fashion.

Due mondi apparentemente lontani quelli della moda e della logistica, che hanno però trovato un punto d’incontro nell’innovativo Hub DHL di Lipsia. Nel 2013 il colosso delle spedizioni ha infatti trasformato due milioni di metri quadrati di spazio inutilizzato alle porte della cittadina tedesca nel più importante scalo merci a livello europeo.

E’ in questo moderno Hub, costruito tra l’altro con tecnologie green, che è andato in scena l’evento Logistics meets Fashion. Sono stati ben 50 gli influencer nazionali e internazionali coinvolti, oltre a 20 blogger e rappresentanti dell’universo media, creando così possibilità di scambio e networking fra i vari partecipanti. Ma come per ogni evento di moda che rispetti, non poteva certo mancare una sfilata: ecco allora che il brand Vetements ha presentato la capsule collection Vetements x DHL Spring/Summer 2018. Una passerella che ha dato prova di grande creatività, dimostrandosi fonte di nuove idee e stimoli per tutte le parti coinvolte.

In effetti se si pensa al vero e proprio boom di acquisti online, di cui buona parte riguardano proprio abbigliamento e accessori, è facile capire come il mondo della moda e quello della logistica siano (e in futuro lo saranno sempre di più) legati a doppio filo. La domanda di spedizioni è cresciuta esponenzialmente, con ordini che devono essere smaltiti molto velocemente insieme alla capacità dei magazzini che ha dovuto adeguarsi di conseguenza. La logistica sta dunque assumendo un ruolo cruciale nel commercio, ed è proprio per questo che manifestazioni come INTRALOGISTICA ITALIA assumono un ruolo sempre più importante. L’unica manifestazione in Italia dedicata all’intralogistica, sistemi integrati per la movimentazione industriale, la gestione del magazzino, lo stoccaggio dei materiali e il picking andrà in scena a FieraMilano Rho dal 29 maggio al 1 giugno 2018. Per la sua seconda edizione, la fiera ha aderito a “The Innovation Alliance, un format che prevede lo svolgimento di cinque manifestazioni fieristiche per i beni strumentali, moltiplicando così le opportunità di business e la visibilità a livello internazionale.

Il Super Bowl si tinge di green

L’US Bank Stadium di Minneapolis, progettato con moderne tecnologie per il risparmio energetico.

Si è svolta domenica la più attesa manifestazione sportiva americana, con un occhio di riguardo verso l’ambiente.

E’ l’evento sportivo più atteso e seguito di sempre, perché il Super Bowl non è solo una partita di football, ma molto di più. E’ un vero e proprio show, seguito ogni anno da milioni di americani (e non solo). Proprio per questo il match più famoso degli USA ha cercato di farsi anche portatore di un tema sempre più attuale e urgente come quello della salvaguardia dell’ambiente.

E’ certo dunque che l’edizione 2018 del Super Bowl continuerà a far parlare di sé: per la prima volta infatti nell’organizzare la manifestazione si è voluto dare un’impronta green all’evento. A cominciare dallo stadio di Minneapolis, che ha ospitato il combattuto match tra Philadelphia Eagles e New England Patriots. Progettato dallo studio di architettura HKS, l’edificio impiega infatti tecnologie efficienti dal punto di vista energetico, giocando inoltre sulla forma della struttura per far fronte al rigido clima invernale che da queste raggiunge spesso i -15°. Innanzitutto l’esposizione a sud aumenta la capacità di scioglimento della neve, ma il suo vero punto di forza è l’utilizzo dell’EFTE sul tetto. Questo innovativo materiale permette infatti il riscaldamento solare termico e allo stesso tempo il filtraggio della luce naturale, con il valore aggiunto di far sentire i visitatori come se fossero seduti all’aperto. C’è poi il vetro ad alte prestazioni che avvolge parte dello stadio in grado di ridurre ulteriormente la necessità di illuminazione artificiale e la forma dell’edificio ottimizza la circolazione dell’aria, che estrae il calore catturato da un “serbatoio” e lo ributta sugli spalti.

Oltre alla struttura principale, sono moltissime le iniziative eco-friendly promosse parallelamente al Super Bowl: si va dalle colonnine nei parcheggi per la ricarica di veicoli elettrici alla promozione di cibi più sani con la vendita di prodotti bio e a km 0, fino all’utilizzo di energia green durate il match. Sembra quindi che anche Stati Uniti stiano muovendo piccoli passi verso un utilizzo più consapevole ed ecocompatibile dell’energia. Un tema questo, di primaria importanza per uno sviluppo più sostenibile, e che non a caso sarà al centro della prossima edizione di HANNOVER MESSE, la fiera leader dell’Industrial Technology in scena ad Hannover dal 23 al 27 aprile. Un intero settore sarà infatti dedicato proprio al tema dell’energia, a come questa sta rapidamente cambiando il volto delle industrie e alle soluzioni tecnologiche più innovative applicabili a questo settore.

Password: gli italiani ne usano in media 11 a testa

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I millennials sono gli utenti più propensi a sperimentare le nuove tecnologie di autentificazione.

Nel prossimo futuro verranno sostituite da riconoscimento facciale e impronte digitali, per una maggiore tutela della privacy e più sicurezza.  

E-mail, smartphone, shopping online, social network: qualsiasi operazione, anche la più banale e quotidiana, richiede ormai una password. D’altra parte con la sicurezza non si scherza, e la protezione dei dati personali è diventata per tutti una priorità. A metterlo in luce è stato il recente studio Future of Identity condotto da Ibm Security, secondo il quale gli italiani tendono a usare un maggior numero di password – per la precisione 11, come i tedeschi – rispetto alle 9 dei britannici e dei francesi e alle 8 della Spagna. Tanto che esistono addirittura delle app dove salvare le proprie password per avercele sempre a portata di mano. Ricordarsele tutte a memoria è praticamente impossibile, considerato poi che l’utente medio di internet si ritrova alle prese con oltre 150 account, pagine e profili online che richiedono un qualche tipo di password. E nei prossimi anni, stima Ibm, si arriverà alla cifra folle di 300 pin a testa.

Lo studio Ibm ha però sottolineato un altro aspetto interessante, ovvero come l’approccio alle password cambi completamente a seconda dell’età. Se gli over 55 prediligono infatti pin più lunghi e complessi, i giovani dimostrano meno attenzione nella gestione delle password tradizionali e sono invece più propensi a utilizzare soluzioni di autenticazione biometriche e a più fattori per aumentare la propria sicurezza personale.

Osservando proprio il comportamento dei millenials –la generazione che nel giro dei prossimi anni rappresenterà la maggior parte della forza lavoro a livello internazionale e detterà le regole del gioco di consumi e abitudini- è facile prevedere la quasi totale scomparsa delle password in favore di soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Alcune sono già ampiamente utilizzate (basti pensare allo sblocco dello smartphone tramite le impronte digitali), mentre altre hanno da poco iniziato a prendere piede. Prima fra tutte l’autentificazione biometrica, che tramite riconoscimento facciale e vocale promette di mandare molto presto in pensione le password. Di queste nuove e dirompenti tecnologie si occuperà naturalmente CEBIT, il festival dell’innovazione e della digitalizzazione in scena ad Hannover dall’11 al 15 giugno. Questi cinque giorni saranno l’occasione per conoscere e vivere in prima persona le tecnologie più all’avanguardia sul mercato e capire, grazie ai moltissimi forum e talks in programma tenuti da esperti del settore, come queste siano destinate a cambiare il mondo in cui viviamo.

Wildix compie dieci anni e vola a CEBIT

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Wildix propone un sistema all’avanguardia in grado di connettere tutti i dispositivi di comunicazione tra loro.

L’eccellenza italiana della Unified Communications presenterà le sue ultime novità al festival dell’innovazione di Hannover.

Una storia di passione e successo quella di Dimitri e Stefano Osler, due fratelli che da Trento hanno portato la loro innovativa idea di comunicazione in tutto il mondo. Inizia tutto nel 2005 con la fondazione di Wildix, che nel giro di una decina d’anni farà conoscere, in Europa e oltreoceano, la loro idea di Unified Communications. L’innovativa tecnologia consente di sincronizzare tutti i dispositivi di comunicazione (come telefono, chat, e-mail e piattaforme di video conferenza) permettendo di organizzare il lavoro in modo più efficiente e produttivo. Il suo punto di forza sta proprio nella semplicità di installazione e utilizzo: servendosi del cloud, non richiede alcun software sui singoli dispositivi o particolari strumenti di sicurezza, riducendo così anche i costi complessivi di gestione del sistema.

Wildix è oggi una multinazionale con sedi sparse in Europa e negli Stati Uniti, la cui crescita sembra davvero inarrestabile. Basti pensare che solo nel 2017 ha incrementato il suo fatturato del 57%. Numeri questi che sembrano destinati a crescere: si stima infatti che nei prossimi cinque anni i vari canali che fanno parte della Unified Communications vedranno un vero e proprio decollo verticale. Solo in Italia, considerato ancora un paese abbastanza refrattario alle novità, le tecnologie proposte da Wildix sono già utilizzate da Autostrade per l’Italia, e molto presto anche il Ministero degli Esteri potrebbe convertirsi alla Unified Communications.

Con queste premesse Wildix non poteva certo mancare a CEBIT, il palcoscenico principale a livello europeo per le nuove tecnologie. E infatti l’azienda trentina –che ha oggi il suo centro di sviluppo a Odessa, in Ucraina, dove sono concentrati i programmatori informatici di aziende come Google e Microsoft- ha già confermato la sua presenza al festival dell’innovazione e della digitalizzazione in scena ad Hannover dall’11 al 15 giugno 2018. Sarà l’occasione per far conoscere ad un vasto pubblico di esperti del settore e aziende, ma anche semplici appassionati, le loro ultime novità.

La Green Economy ci salverà

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Radici Group da anni è impegnato nel promuovere un’economia più sostenibile.

Il presidente di Radici Group lancia l’appello per la responsabilità d’impresa per l’industria 4.0: “Gli imprenditori diano l’esempio”.

La direzione da prendere è chiara ed una soltanto: la green economy è l’unica soluzione possibile. In un’epoca di forti cambiamenti climatici, flussi migratori sempre più consistenti e marcate diseguaglianze sociali diventa quasi un dovere morale per gli imprenditori adoperarsi per cercare di ridurre al minimo l’impatto dell’industria sull’ambiente. E’ proprio in quest’ottica che Confindustria ha recentemente lanciato il manifesto “La Responsabilità sociale d’impresa per l’industria 4.0″, un appello alle imprese che cambiano per rendere il Paese più sostenibile.

Appare quindi sempre più necessaria la promozione di un nuovo modello di sviluppo, che punti su innovazione e la sua applicazione produttiva per arrivare a un’economia sempre più circolare. Lo sa bene Angelo Radici, pioniere nel promuovere politiche aziendali green, che da anni porta a DOMOTEX la vastissima gamma di filati Radici Group. Anche quest’anno l’azienda era presente al salone leader internazionale dedicato al mondo dei tappeti e del flooring di Hannover con tante novità, tra cui molte a impatto zero. Si va infatti dai filati destinati alla pavimentazione tessile realizzati in poliammide 6, 6.6 e di origine Bio, fino a quelli in polietilene o polipropilene ideali per valorizzare spazi pubblici o privati con manti in erba sintetica.

Il Presidente del Gruppo ha infatti sottolineato in più occasioni quanto sia fondamentale, soprattutto per imprenditori medio-piccoli, sviluppare una sensibilità per il rispetto dell’ambiente, diventando essi stessi un esempio virtuoso da seguire. Senza contare poi che anche i numeri ci dicono quanto le politiche green non solo facciano bene all’ambiente, ma anche al business. Il 52% delle imprese che hanno investito in una produzione ecosostenibile sono infatti riuscite ad aumentare il proprio fatturato del 58%, incrementando sensibilmente anche l’occupazione e l’export. La strada è sicuramente ancora lunga, ma le premesse (e gli strumenti) per un’industria ecosostenibile ci sono tutte.

Tech-Trends 2018

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CEBIT, manifestazione leader del settore, offre una panoramica completa sulle ultime novità del mondo digitale.

Dall’IoT alla realtà virtuale, fino all’avvento dei robot: ecco le tecnologie più dirompenti che nel giro di un anno cambieranno le nostre vite.

Ci sono tecnologie che solo fino a qualche anno fa erano appannaggio esclusivo degli addetti ai lavori. Parole come big data, blockchain e realtà virtuale erano definizioni alle quali risultava difficile associare un’immagine concreta, ma che ora sono entrate d’ufficio nel linguaggio di tutti noi.

Tanto che la rivista Forbes ha addirittura stilato una classifica delle tecnologie che nel 2018 avranno un maggiore impatto sulle nostre vite, molte delle quali sono strettamente collegate tra loro. C’è per esempio l’aumento esponenziale della quantità di dati raccolti, conseguenza del sempre crescente numero di dispositivi ai quali siamo connessi (come smartphone e orologi intelligenti). Dispositivi questi, sempre più smart grazie all’IoT che, senza l’intervento umano, raccolgono costantemente dati, si connettono ad altri dispositivi e condividono poi le informazioni.

C’è stato poi il vero e proprio boom dell’AI, che al momento ha reso i computer in grado di apprendere più o meno alla stessa velocità di noi umani, ma con enormi margini di miglioramento che renderanno le macchine in grado di svolgere sempre più compiti fino ad ora riservati all’uomo. Anche la stampa 3D è stata inserita dalla rivista americana nella classifica delle nuove tecnologie più dirompenti. Nonostante sia stata accolta inizialmente quasi come un gioco, permette in realtà di creare forme molto più complesse rispetto alla produzione tradizionale, utilizzando tra l’altro meno materiale e con una maggiore possibilità di personalizzare i prodotti. Tra le ultime tecnologie arrivate, ma che promettono già di spopolare nel 2018, c’è senza dubbio la blockchain, letteralmente “catena di blocchi”. Si tratta di un’innovativa architettura digitale che gestisce dati e informazioni in modo sicuro e trasparente, nonostante l’assenza di qualsiasi autorità predisposta al controllo. Sarà utilizzata prevalentemente nel mondo finanziario, e infatti già il 90 % delle principali banche europee e nordamericane sta studiando soluzioni blockchain per i loro sistemi.

In questo panorama in continuo fermento non è un caso dunque che siano sempre di più le manifestazioni dedicate alle nuove tecnologie. A cominciare da CEBIT, il festival dell’innovazione e della digitalizzazione leader a livello internazionale che si pone proprio l’obiettivo di esplorare il mondo digitale a 360°. In scena ad Hannover dall’11 al 15 giugno, la fiera offre infatti un ricco programma di conferenze e talks (ci sarà l’area D!talks dedicata appositamente ai dibattiti) in grado di coinvolgere i visitatori in modo interattivo e stimolante.

Obiettivo eco-fashion

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Giulio Bonazzi, Presidente e CEO Aquafil con reti da pesca abbandonate, tra i principali materiali riciclati dall’azienda.

E’ uno dei settori col più alto impatto ambientale, ma anche la moda adesso corre ai ripari. Complice la nuova fibra Econyl, un’eccellenza tutta italiana.

La mentalità dell’usa e getta ormai da diversi decenni ha contagiato il mondo della moda. Il mercato richiede un ricambio sempre più rapido e prezzi sempre più accessibili: poco importa se i capi sono di bassa qualità, devono durare una sola stagione. Ad alimentare ulteriormente questa tendenza ci sono poi le catene di fast fashion, esperte nello stimolare gli acquisti compulsivi con capi accattivanti e alla portata di tutti.

E se da un lato a loro va il merito di aver ridotto –almeno apparentemente- il divario sociale, dall’altro bisogna chiedersi che impatto abbia tutto questo sull’ambiente. La risposta, che arriva dallo studio “The Pulse of fashion” del Boston Consulting Group, è davvero allarmante.  Solo nel 2015 la produzione mondiale tessile ha impiegato 79 miliardi di metri cubi d’acqua e ha rilasciato nell’atmosfera 62 milioni di tonnellate di CO2. Numeri questi, che secondo il rapporto sono destinati a crescere. Di questo passo infatti, con l’incremento della popolazione mondiale, aumenterà anche il consumo di capi di abbigliamento: con un incremento del 63%, nel 2030 gli attuali 62 milioni di tonnellate diventeranno 103 milioni.

Fortunatamente le risposte per cercare di arginare il problema non mancano. Greenpeace per esempio è attivamente impegnata nel promuovere una moda slow. Questo secondo il colosso green sarà possibile rallentando la produzione di abiti, calzature e accessori, allungandone il tempo di vita e chiudendo correttamente il ciclo post consumo. Molte poi le aziende, specialmente in ambito sportivo, impegnate nella ricerca e nello sviluppo di nuovi tessuti ottenuti al 100% da materiali riciclati. Ancora troppo poche però quelle in grado di rispettare a pieno il principio di economia circolare, ovvero di seguire anche il processo di smaltimento. Tra queste spicca Aquafil, azienda trentina che ha messo a punto Econyl, un tessuto ottenuto da reti da pesca abbandonate in mare e materiali di scarto che, con un vero e proprio circolo virtuoso, può essere rigenerato e riutilizzato infinite volte. L’idea piace molto, e lo dimostra il fatto che Econyl sia utilizzato da grandi nomi della moda: Gucci, Levi’s, Speedo, giusto per citarne alcuni. Da anni espositore a DOMOTEX, Aquafil era in prima linea anche all’edizione che si è da poco conclusa ad Hannover. Al salone internazionale dedicato al mondo del flooring e ai tessili d’arredo, ha infatti presentato tutte le sue ultime novità, naturalmente green.

 

 

A Milano nasce MAUA, il primo museo di arte urbana aumentata

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La realtà aumentata sarà al centro della prossima edizione di CEBIT, ad Hannover dall’11 al 15 giugno.

Un tour a cielo aperto per scoprire 50 opere di street art che si animano grazie al proprio smartphone.

Milano ha un nuovo museo, diffuso e a cielo aperto: si chiama MAUA ed è il primo esempio di arte urbana aumentata. Il progetto nasce dall’idea di proporre itinerari culturali inediti, fuori dal centro e dai più tradizionali circuiti dell’arte. Non a caso i vari percorsi ruotano intorno ad aree periferiche ma con una forte identità come il Giambellino, la zona Adriano-Padova-Rizzoli, Corvetto, il quartiere Niguarda e quello Gallaratese. Così, 50 opere di street art animate grazie alla realtà aumentata diventano l’occasione per esplorare i quartieri meno conosciuti della città. Si parte scegliendo il proprio percorso. Poi, arrivati sul posto, l’esperienza prosegue in forma digitale: ogni opera, inquadrata con lo smartphone, ne genera una nuova e si trasforma in un lavoro di digital art, appositamente creato per il museo grazie a tecnologie di realtà aumentata.

Per visitare MAUA basta consultare la mappa delle 50 opere di street art selezionate quartiere per quartiere proprio da chi ci vive. A centinaia di abitanti, studenti e associazioni è stato infatti chiesto di scegliere le opere più rappresentative della propria zona e di fotografarle, individuando una selezione finale di dieci murales. Ogni visitatore, una volta selezionata una o più opere, costruisce il proprio percorso e comincia il tour. Arrivati sul posto basta aprire l’app Bepart e inquadrare l’opera di street art con il proprio smartphone per vederla animarsi e trasformarsi in arte digitale.

MAUA è l’ennesima dimostrazione di come le nuove tecnologie possano essere utilizzate negli ambiti più disparati, ma per rendersi conto di persona delle infinite possibilità offerte dalla realtà aumentata basta fare un salto a CEBIT. Le nuove e più dirompenti tecnologie saranno infatti al centro del festival dell’innovazione e della digitalizzazione in programma ad Hannover dall’11 al 15 giugno, dove ampio spazio sarà dedicato proprio alla realtà aumenta, con un calendario ricco di forum e talks tenuti da esperti e pionieri del settore digitale.

 

Una delegazione di startup italiane tra le eccellenze dell’elettronica di consumo a Las Vegas, selezionate dal MISE

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A CEBIT l’area SCALE 11 accoglierà le startup con servizi dedicati.

Sono molte le opportunità di visibilità per le startup oltreoceano e in Europa con CEBIT Hannover 2018.

Era quasi impossibile imbattersi in qualche innovativa e giovane impresa italiana tra gli show del settore oltreoceano. Almeno fino a quest’anno. Per la prima volta infatti, il Ministero dello Sviluppo Economico ha voluto formare una delegazione per rappresentare il nostro paese a Las Vegas. Una speciale commissione ha selezionato 29 startup che spaziano in diversi settori, da quello medico a quello della mobilità, dall’intelligenza artificiale alla stampa in 3D, fino all’internet delle cose e ai chatbot.

Solo 70 però le startup che hanno mandato la loro candidatura: anche Fabrizio Rovatti, direttore di Innovation Factory che si è occupato delle selezioni si aspettava una risposta maggiore, ma guarda con ottimismo alla prossima edizione.

Anche in Europa però, le opportunità di visibilità per le startup del settore non mancano. Prima fra tutte CEBIT, il business festival della digitalizzazione e innovazione ad Hannover dal 11 al 15 giugno, che metterà in scena le più  dirompenti tecnologie digitali: dal mondo dell’AI alla realtà virtuale, dall’IoT alla robotica fino alla mobilità del futuro e all’indutry 4.0. Ed è proprio in questo contesto giovane e dinamico, unico in Europa, che si inserisce uno spazio interamente dedicato alle start up. L’area SCALE 11, collocata all’interno del padiglione 27, accoglierà tutte le giovani imprese con servizi dedicati e offrirà la possibilità di partecipare a forum e talks durante i giorni di fiera. Tra gli incentivi per le startup vi è la possibilità di acquistare una work station a prezzi decisamente più contenuti rispetto al tradizionale stand fieristico. A ciò si aggiunge poi d!campus, il cuore pulsante di CEBIT, ovvero un’area per il networking e gli eventi.

CEBIT 2018, vivi il lato emozionale del business.