#DoingTradeShowAbroad

Una lingua straniera è spesso fonte di incomprensioni.

Inaugura oggi la nuova rubrica con dritte e consigli pratici per orientarsi al meglio durante una fiera all’estero.

Paese che vai, usanze che trovi. Ed è bene conoscerle e tenerle bene a mente, soprattutto quando si tratta di business. Se durante un viaggio di piacere infatti qualche figuraccia può strapparci anche un sorriso, lo stesso non vale se si tratta di lavoro, quando una gaffe può arrivare a compromettere la riuscita di un progetto. Attenzione poi ai misunderstandig sempre in agguato: quando le due parti comunicano in una lingua che non è la loro originaria è facile cadere in trappole linguistiche e incomprensioni senza nemmeno rendersene conto. Una delle più frequenti è l’utilizzo del termine spagnolo mañana, comunemente inteso come “domani” ma spesso interpretato dai madrelingua come “quando arrivo ad esso”.  Per scongiurare quest’evenienza è sempre bene mandare una e-mail dopo la riunione, riassumendo i vari punti e se necessario utilizzare anche qualche schizzo grafico.

Ci sono poi regole universalmente valide, che possono rendere l’esperienza in fiera più proficua per gli espositori, alcune delle quali riguardano semplicemente il linguaggio del corpo. E’ sempre meglio, ad esempio, accogliere i clienti in piedi davanti allo stand piuttosto che seduti dietro un bancone: il messaggio che passa è quello di uno staff pigro e svogliato e non è certo questo il momento di riposarsi. Una volta giunti al dialogo vero e proprio sono da evitare i discorsi pre-confenzionati, mentre è sempre bene cercare di capire chi abbiamo di fronte ed intraprendere una conversazione ad hoc, infarcita magari di qualche aneddoto divertente così da rimanere impressa nella memoria emotiva dell’interlocutore.

Esistono anche dei semplici trucchetti che possono però aiutare a distinguersi dagli altri, come quello di fissare gli appuntamenti ad orari strani e inusuali come le 10.35 o le 12.05. Questo aiuterà senz’altro il cliente a ricordarsi del meeting in mezzo ad un’agenda fitta di impegni. Anche tenere i propri biglietti da visita sempre in una tasca pronti all’uso e infilare invece quelli ricevuti nell’altra può essere un valido escamotage per non fare confusione e apparire sempre pronti. Apprezzatissimi sono naturalmente i piccoli doni come gustosi snacks, gadget divertenti o t-shirt: attenzione però a distribuirli solamente a chi è davvero interessato al prodotto, il rischio è quello di vedere il proprio stand invaso da persone alla ricerca solo di qualche oggetto gratis.

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