E’ arrivato il cloud, il linguaggio del futuro

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Il cloud ha rappresentato una rivoluzione nel mondo di Internet, sia per le persone che per le aziende.

C’è l’Italia tra i paesi più virtuosi della nuvoletta: ottava a livello globale.

Esiste già da una decina d’anni, ma il cloud era sempre rimasto un argomento di appannaggio dei soli addetti ai lavori. Anche se in realtà tutti noi lo utilizziamo quotidianamente: basta una ricerca su Google, la condivisione di un file su Dropbox o anche solo una email ed ecco che stiamo accedendo al cloud. Quella che noi conosciamo come “nuvoletta” nasce come risposta ad una crescente domanda di capacità di calcolo, di memorizzazione e di flessibilità nell’approvvigionamento di dati, il tutto tramite risorse hardware e software distribuite nella rete.

Definirlo però come semplice tecnologia sarebbe riduttivo, e infatti c’è già chi parla di un nuovo linguaggio, universalmente compreso sia dalle macchine che dall’uomo. Definizione questa che sembra molto appropriata se si considera che non esiste un cloud uguale ad un altro, bensì varie forme e incarnazioni tra le quali ognuno può scegliere quella più adatta ai suoi scopi.

Il cloud ha rappresentato una rivoluzione – tuttora in corso – nel mondo di Internet, sia per le persone che per le aziende. Ecco perché Bsa The Software Alliance è già da qualche anno che monitora, attraverso dettagliate ricerche a livello globale, la situazione delle politiche che regolamentano il cloud nei diversi Paesi. Tra i più virtuosi della nuvoletta c’è l’Italia, che si piazza all’ottavo posto: premiata la normativa che nello stivale tutela il diritto d’autore, offrendo una valida protezione dal cyber crime anche alle applicazioni e-commerce. E anche l’obbligo della firma digitale e la predisposizione sul terreno nazionale della banda ultralarga sono fattori che hanno fatto guadagnare all’Italia due posizioni rispetto alla precedente edizione della medesima ricerca (2013). Buttando poi l’occhio al di fuori dei confini nazionali, nella classifica dei paesi cloud-virtuosi ci sono Canada e Sudafrica, salite rispettivamente di cinque e sei gradini.

E’ quindi chiaro come la faccia dei servizi cloud stia cambiando rapidamente e continuerà a farlo in maniera repentina nei prossimi anni. Le aziende dovranno quindi fare i conti con questi mutamenti e la miglior occasione per farsi un’idea delle ultime novità legate a questo argomento è senza dubbio CeBIT. La fiera infatti, in programma ad Hannover dall’11 al 15 giugno 2018, è la più grande vetrina a livello europeo per il settore del mondo digitale. E per la prossima edizione sono peraltro previste moltissime novità, tra cui un nuovo concept che evidenzierà tre diverse aree di interesse, un campus all’aperto e una riorganizzazione degli spazi espositivi, volte a fare di CeBIT la più grande piattaforma europea per la trasformazione digitale.

 

 

 

 

 

 

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