Migliaia di volontari tra i boschi abbattuti

dolomiti

Secondo le stime, la furia dei venti ha abbattuto 14 milioni di piante. Un danno ecologico ed economico di proporzioni immense.

Subito al lavoro la Protezione Civile, dopo la catastrofe che ha colpito le Dolomiti distruggendo buona parte delle sue foreste

Non è stata un’alluvione o una semplice ondata di maltempo. È stata una vera catastrofe. Le immagini arrivate dal Veneto, e in particolare dalla provincia di Belluno, lasciano senza parole. Raccontano un paesaggio che è stato completamente sconvolto. La furia della natura si è abbattuta su abitazioni, corsi d’acqua, strade e foreste. Tante case sono state scoperchiate, le strade sono state inghiottite dalle frane o sono addirittura crollate sotto il peso dei detriti. Gli alberi sono volati via come bastoncini di Shanghai nelle mani di un gigante in tutto il territorio delle Dolomiti e delle Alpi centrali lombarde. Secondo le stime, la furia dei venti ha abbattuto 14 milioni di piante (compresi i preziosi abeti rossi della “Foresta di Stradivari”). Un danno ecologico ed economico di proporzioni immense.

Anche in questo caso, gli uomini e le donne che lavorano nel settore dell’emergenza si sono attivati immediatamente. La regione Toscana ha inviato nei giorni scorsi in soccorso una colonna mobile della Protezione civile, composta da volontari e mezzi specializzati soprattutto nelle operazioni di taglio e di rimozione degli alberi caduti e abbattuti dalla forza del vento e delle frane.

Sul blog della Protezione Civile uno dei volontari, Daniele Santabarbara della colonna mobile Anpas Toscana, racconta con parole accorate come ha vissuto questa missione nel Bellunese: “Raccontare l’esperienza di un’emergenza non è mai semplice, perché sin dal momento della richiesta di disponibilità sul codice verde, fino ad arrivare ad operare sul campo, nella testa passano tanti di quei pensieri…L’odore della legna tagliata dai motoseghisti, dell’aria umida che si respirava, il rumore delle motopompe, dei moduli lavaggio, dei capisquadra che impartivano i compiti, ci hanno dato la forza di andare avanti per cercare di fare qualcosa di buono”.

“Una situazione apocalittica”, l’ha definita il direttore del dipartimento della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli. Ma se la recente ondata di maltempo è stata una vera catastrofe naturale, sono in ogni caso tante le occasioni in cui è necessaria la presenza di personale ben addestrato che si occupi di sicurezza e primo soccorso. Ogni anno le realtà del settore emergenza si danno appuntamento a Montichiari (Brescia), in occasione di REAS, la fiera leader in Italia. L’edizione 2018, che si è tenuta nello scorso mese di ottobre, ha riunito circa 23mila tra operatori e volontari, e ha ottenuto la qualifica ufficiale di “fiera internazionale”. La sinergia tra Centro Fiera di Montichiari e Hannover Fairs International GmbH, filiale italiana di Deutsche Messe (organizzatrice di INTERSCHUTZ) ha creato un canale permanente di dialogo e collaborazione tra Italia e Germania in materia di protezione civile e gestione dell’emergenza. La prossima edizione di REAS si terrà dal 4 al 6 ottobre 2019.

 

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