IoT, nel 2020 ci saranno 25 miliardi di apparati

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Grazie alla rete, la comunicazione non avviene più solo tra esseri umani, ma anche tra l’uomo e gli oggetti che lo circondano.

Molti italiani non sanno in realtà cos’è l’Internet delle Cose, pur utilizzando dispositivi che si basano su questa tecnologia

Termostati, videocamere, orologi, Gps… questi sono soltanto alcuni esempi di oggetti di uso quotidiano (o quasi) basati sulla cosiddetta tecnologia IoT. Una sigla che significa Internet of Things, cioè Internet delle Cose (o degli Oggetti). Dall’avvento di Internet è passato quasi mezzo secolo, e ormai , così come tra oggetto e oggetto. Molti si servono di queste tecnologie senza neppure rendersene conto. Eppure l’IoT sta procedendo a passi da gigante: oggi possono essere connessi a Internet anche frigoriferi, semafori, braccialetti che tengono sotto controllo la nostra salute… Secondo alcune società di ricerca, si arriverà a contare nel mondo oltre 25 miliardi di apparati IoT entro il 2020. Ma molti ritengono che il numero sarà ampiamente superato. In ogni caso, questo trend rappresenta una straordinaria opportunità di business per tutti gli operatori del settore.

Gli sviluppi possibili sono infiniti. Dispositivi ed oggetti connessi possono anche collegarsi a software di analisi dei dati, trasmettendo in questo modo informazioni sulla vita reale di ognuno di noi. In un mondo dove aziende, case, città, automobili, oggetti e persone sono connessi alla rete, diventano necessari strumenti capaci di semplificare la creazione di applicazioni e garantire la sicurezza dei dati. In Italia Almaviva, multinazionale italiana con quartier generale a Roma, ha pensato a un “motore universale” dell’IoT dando vita a Giotto (Almaviva Universal Platform for Enterprises), una piattaforma cloud universale, completa, flessibile. La piattaforma è creata per essere orizzontale e fornire ai clienti la verticalizzazione necessaria ai rispettivi business.

Gli ambiti applicativi dell’IoT si possono suddividere in tre gradi di maturità: applicazioni consolidate, applicazioni sperimentali e applicazioni embrionali (cioè i progetti per il futuro). Dell’IoT e di tutte le tematiche ad esso connesse si parlerà anche a CeBIT, la fiera in programma ad Hannover dal 14 al 18 marzo 2016. Un’occasione imperdibile per fare il punto sullo stato dell’arte e sugli sviluppi previsti per tutti i diversi ambiti applicativi (città intelligenti, smart building, pubblica amministrazione, energia, ecc.).

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