La Green Economy ci salverà

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Radici Group da anni è impegnato nel promuovere un’economia più sostenibile.

Il presidente di Radici Group lancia l’appello per la responsabilità d’impresa per l’industria 4.0: “Gli imprenditori diano l’esempio”.

La direzione da prendere è chiara ed una soltanto: la green economy è l’unica soluzione possibile. In un’epoca di forti cambiamenti climatici, flussi migratori sempre più consistenti e marcate diseguaglianze sociali diventa quasi un dovere morale per gli imprenditori adoperarsi per cercare di ridurre al minimo l’impatto dell’industria sull’ambiente. E’ proprio in quest’ottica che Confindustria ha recentemente lanciato il manifesto “La Responsabilità sociale d’impresa per l’industria 4.0″, un appello alle imprese che cambiano per rendere il Paese più sostenibile.

Appare quindi sempre più necessaria la promozione di un nuovo modello di sviluppo, che punti su innovazione e la sua applicazione produttiva per arrivare a un’economia sempre più circolare. Lo sa bene Angelo Radici, pioniere nel promuovere politiche aziendali green, che da anni porta a DOMOTEX la vastissima gamma di filati Radici Group. Anche quest’anno l’azienda era presente al salone leader internazionale dedicato al mondo dei tappeti e del flooring di Hannover con tante novità, tra cui molte a impatto zero. Si va infatti dai filati destinati alla pavimentazione tessile realizzati in poliammide 6, 6.6 e di origine Bio, fino a quelli in polietilene o polipropilene ideali per valorizzare spazi pubblici o privati con manti in erba sintetica.

Il Presidente del Gruppo ha infatti sottolineato in più occasioni quanto sia fondamentale, soprattutto per imprenditori medio-piccoli, sviluppare una sensibilità per il rispetto dell’ambiente, diventando essi stessi un esempio virtuoso da seguire. Senza contare poi che anche i numeri ci dicono quanto le politiche green non solo facciano bene all’ambiente, ma anche al business. Il 52% delle imprese che hanno investito in una produzione ecosostenibile sono infatti riuscite ad aumentare il proprio fatturato del 58%, incrementando sensibilmente anche l’occupazione e l’export. La strada è sicuramente ancora lunga, ma le premesse (e gli strumenti) per un’industria ecosostenibile ci sono tutte.

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