Le nuove frontiere della stampa in 3D

digital factory

Alcuni scienziati americani sono riusciti a mettere a punto una tecnica per realizzare vasi capillari in 3D. Contano di riuscire – nel giro di cinque anni – a realizzare il primo organo umano.

Dalla produzione di beni di consumo al settore medico, questa tecnologia sta aprendo possibilità rivoluzionarie

Integrare i dati di tutti i processi della filiera produttiva è – e sarà sempre di più in futuro – il vero fattore decisivo per ottenere vantaggi competitivi nell’industria manifatturiera. La fabbrica del futuro sarà la cosiddetta Digital Factory, un ambiente in cui soluzioni IT consentiranno lo scambio continuo di dati tra i comparti sviluppo, produzione e distribuzione. E proprio alla Digital Factory sarà dedicata un’attenzione tutta particolare nell’ambito della prossima HANNOVER MESSE, la fiera leader a livello internazionale per la tecnologia industriale, in programma dal 1° al 5 aprile 2019.

Ad Hannover sarà possibile avere un’idea concreta di come funzionerà la Digital Factory, del ruolo chiave che è destinata a coprire e di tutte le opportunità che potrà offrire. Uno dei settori che più trarranno vantaggio dall’integrazione dei processi è sicuramente quello della stampa industriale (che riguarda praticamente tutti gli oggetti di uso quotidiano, dalla lavatrice al cellulare, dal computer all’automobile). Grazie all’introduzione di tecnologie digitali direttamente nei cicli di produzione, già oggi è possibile evitare costi di magazzino e lunghi tempi di attesa, oltre che ottenere livelli qualitativi molto più alti che in passato. Anche per quanto riguarda il packaging, la stampa digitale ha consentito di raggiungere una qualità fino a poco tempo fa impensabile.

Ma quando si parla di stampa in 3D, non ci si limita alla produzione di beni di consumo. Un altro interessante ambito in cui questa tecnologia si sta rivelando fondamentale è quello medico. Con la stampa digitale possono essere progettate per esempio cornee e protesi senza rischio di errori, e recentemente è stato sviluppato addirittura un tessuto umano. Alcuni scienziati americani sono riusciti infatti a mettere a punto una tecnica per realizzare vasi capillari in 3D. Partendo da qui, contano di riuscire – nel giro di cinque anni – a realizzare il primo organo umano.

Queste scoperte potrebbero davvero rivoluzionare il settore dei trapianti, consentendo di fornire “pezzi di ricambio” perfetti costruiti in laboratorio. Il controllo qualità e la standardizzazione sono i parametri considerati più importanti dagli scienziati, perché consentiranno il passaggio dalla produzione una tantum a quella su larga scala.

 

 

 

 

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