Obiettivo eco-fashion

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Giulio Bonazzi, Presidente e CEO Aquafil con reti da pesca abbandonate, tra i principali materiali riciclati dall’azienda.

E’ uno dei settori col più alto impatto ambientale, ma anche la moda adesso corre ai ripari. Complice la nuova fibra Econyl, un’eccellenza tutta italiana.

La mentalità dell’usa e getta ormai da diversi decenni ha contagiato il mondo della moda. Il mercato richiede un ricambio sempre più rapido e prezzi sempre più accessibili: poco importa se i capi sono di bassa qualità, devono durare una sola stagione. Ad alimentare ulteriormente questa tendenza ci sono poi le catene di fast fashion, esperte nello stimolare gli acquisti compulsivi con capi accattivanti e alla portata di tutti.

E se da un lato a loro va il merito di aver ridotto –almeno apparentemente- il divario sociale, dall’altro bisogna chiedersi che impatto abbia tutto questo sull’ambiente. La risposta, che arriva dallo studio “The Pulse of fashion” del Boston Consulting Group, è davvero allarmante.  Solo nel 2015 la produzione mondiale tessile ha impiegato 79 miliardi di metri cubi d’acqua e ha rilasciato nell’atmosfera 62 milioni di tonnellate di CO2. Numeri questi, che secondo il rapporto sono destinati a crescere. Di questo passo infatti, con l’incremento della popolazione mondiale, aumenterà anche il consumo di capi di abbigliamento: con un incremento del 63%, nel 2030 gli attuali 62 milioni di tonnellate diventeranno 103 milioni.

Fortunatamente le risposte per cercare di arginare il problema non mancano. Greenpeace per esempio è attivamente impegnata nel promuovere una moda slow. Questo secondo il colosso green sarà possibile rallentando la produzione di abiti, calzature e accessori, allungandone il tempo di vita e chiudendo correttamente il ciclo post consumo. Molte poi le aziende, specialmente in ambito sportivo, impegnate nella ricerca e nello sviluppo di nuovi tessuti ottenuti al 100% da materiali riciclati. Ancora troppo poche però quelle in grado di rispettare a pieno il principio di economia circolare, ovvero di seguire anche il processo di smaltimento. Tra queste spicca Aquafil, azienda trentina che ha messo a punto Econyl, un tessuto ottenuto da reti da pesca abbandonate in mare e materiali di scarto che, con un vero e proprio circolo virtuoso, può essere rigenerato e riutilizzato infinite volte. L’idea piace molto, e lo dimostra il fatto che Econyl sia utilizzato da grandi nomi della moda: Gucci, Levi’s, Speedo, giusto per citarne alcuni. Da anni espositore a DOMOTEX, Aquafil era in prima linea anche all’edizione che si è da poco conclusa ad Hannover. Al salone internazionale dedicato al mondo del flooring e ai tessili d’arredo, ha infatti presentato tutte le sue ultime novità, naturalmente green.

 

 

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